«Un ragazzo speciale, tutta la classe lo piange disperata»: il ricordo di Fabrizio
Il ragazzo di Orotelli morto stamattina per un incidente sul lavoro frequentava l’istituto agrario don Deodato Meloni
Oristano «Era un ragazzo amorevole, non sono le solite cose che si dicono quando succedono queste disgrazie. Fabrizio era amato da tutti: gentile, mai una parola fuori posto, mai uno screzio. Abbiamo perso un ragazzo splendido, come splendida è tutta la sua classe, che lo piange dall’attimo in cui ha appreso la notizia». Pina Muscas è la professoressa di italiano e storia dell’istituto agrario don Deodato Meloni che sta accompagnando nel percorso di crescita e formazione la classe di Fabrizio Pittalis, il diciottenne originario di Orotelli, rimasto stamattina venerdì 24 luglio vittima del tragico incidente sul lavoro avvenuto all’interno di uno stabilimento che si occupa di raccolta dei rifiuti nella zona per le attività produttive a S’Infurcau a Oniferi. Non è chiaro se il giovane stesse manovrando un mezzo o se stesse utilizzando un macchinario, sull’infortunio indagano i carabinieri di Ottana e gli ispettori dello Spresal della Asl di Nuoro. A guidare le indagini la pm Elena Tres.
Il giovane di Orotelli viveva a Nuoro, ma per la maggior parte dell’anno stava a Oristano, nel convitto dell’istituto agrario, che frequentava con profitto. «Pensavo stesse passando l’estate nell’azienda di famiglia, non sapevamo stesse lavorando – aggiunge la docente –. Per questo si era iscritto all’agrario: era abituato sin da piccolo a dare una mano a casa, anche se come tutti i ragazzi della sua età non sapeva ancora bene che fare della sua vita. “Voglio lavorare prof” mi diceva, “non so se diventerò imprenditore io stesso o lavorerò per altri. Ma non starò mai con le mani in mano”. Era davvero un ragazzo che si prodigava per tutti, un vero tesoro». Per Muscas è stato questo l’ultimo anno di insegnamento prima della pensione, un ruolo che lascia ora con grandissimo dolore: «Abbiamo ancora la nostra chat con la classe e ci sarei sempre stata per loro, a maggior ragione ora ci stringiamo attorno ragazze e ragazzi, perché è una tragedia immensa. Sono legatissimi, uno di loro è partito subito per Oniferi, incredulo. Specialmente chi sta in convitto, come Fabrizio, sente di far parte di una grande famiglia. Sono ragazzi di altri tempi i nostri, con valori veri e tangibili, legati ai mestieri della terra a cui li prepariamo».
Grande cordoglio anche da parte del dirigente scolastico, Bruno Sanna: «Era un ragazzo rispettoso delle regole, corretto, ben voluto da tutti. Siamo molto legati ai nostri ragazzi ma Fabrizio era proprio speciale. Questa disgrazia ha interrotto la sua vita a un passo dal diploma, aveva tutti i progetti da costruire. Per noi è un dolore enorme».
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