Cecilia compie 100 anni: «Mi sento ancora una sessantenne». Una vita tra amore, viaggi e commercio a Sassari
Una vita tra commercio, viaggi e famiglia: superò anche un gravissimo investimento. Ieri ha festeggiato con figli, nipoti e pronipoti
Sassari È sopravvissuta al Covid e ha rischiato la vita per un investimento sulle strisce pedonali. A cento anni Cecilia Lo Monaco è ancora lucidissima e dice di sentirsi «come una sessantenne». Ieri sera ha festeggiato il secolo di vita insieme ai figli Sonia, Michele e Maria Laura, ai nipoti, ai pronipoti e agli amici, con il sindaco Giuseppe Mascia presente alla festa.
Un secolo di storie. La sua è una storia che attraversa un secolo e si intreccia con quella di Sassari, con il lavoro, la famiglia e tanti viaggi. Cecilia ha 22 anni quando, nel 1949, sposa Liborio Mazzaro, che ne ha 33. Lui, nato nel 1916, arriva a Sassari nel 1947. Figlio di salumieri napoletani, durante la guerra trascorre cinque anni da prigioniero in Africa. Quando torna a Napoli trova la città e l’attività di famiglia distrutte dalle bombe, così decide di ripartire.
L’amore in piazza Tola. Arriva in Sardegna e a Sassari incontra Cecilia, in piazza Tola, dove lavoravano come ambulanti i genitori della futura moglie. Nel 1949 i due si sposano e aprono il primo negozio di abbigliamento, inizialmente con il nome Euromerc. È l’inizio di una lunga storia d’amore e di commercio costruita insieme. L’attività cresce e negli anni arrivano altri negozi a Piombino, Busto Arsizio, due a Cagliari e uno a Oristano. Ma Cecilia e Liborio non vivono soltanto di lavoro. «Abbiamo viaggiato tanto – racconta con nostalgia – girato l’Italia e visitano diversi paesi, siamo stati tre mesi America, mio marito era un uomo eccezionale, un grande lavoratore».
La famiglia. Dopo anni di lavoro, di scoperte e di viaggi condivisi, la famiglia cresce con la nascita di Sonia, Michele e Maria Laura. Sono gli anni della Sassari del dopoguerra, poi quelli del boom economico. Cecilia conserva ricordi bellissimi degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, quando il Corso è pieno di gente e il negozio è un punto di riferimento per i sassaresi. «Il Corso era pieno di gente, vendevamo tanto e mio marito aveva la dote di farsi volere bene da tutti», racconta.
Un bicchiere di vino. Lei sta sempre alla cassa. «Io stavo sempre alla cassa a prendere i soldi», dice ridendo. Cecilia non fuma, non ha mai fumato, nemmeno quando accanto a lei c’è il marito, che invece fuma molto. Mangia tutto e ogni tanto si concede un bicchiere di vino bianco, «quando mangio il pesce». Conosce Instagram e Facbook ma i suoi nipoti non sono riusciti a convincerla a iscriversi, racconta ridendo. La sua vita è segnata anche da prove difficili. Attraversa la Spagnola e, un secolo dopo, il Covid.
L’incidente. Vent’anni fa, in via degli Astronauti, mentre attraversa sulle strisce pedonali, viene investita. Rischia la vita e resta tre mesi in ospedale con fratture in tutto il corpo. Poi torna a casa. Oggi Liborio non c’è più, ma Cecilia continua a custodire la memoria della loro vita insieme, cominciata nel 1949 con l’apertura del negozio e proseguita tra lavoro, famiglia e viaggi. A cento anni guarda ancora avanti. «Mi sento ancora di 60 anni», ripete.
Il desiderio. E per il futuro ha un desiderio semplice: «Spero di essere sempre sana e di stare con i miei nipoti e pronipoti». Ieri sera, attorno a lei, si è riunita la famiglia per celebrare un traguardo che racchiude cento anni di ricordi, lavoro, affetti, viaggi e prove superate. Una festa per Cecilia, ma anche un viaggio nella memoria di una Sassari che lei ricorda ancora affollata, viva e piena di clienti lungo il corso.
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