Narbolia « Reinvest è pronta a riaprire Is Arenas da due anni. Aspettiamo soltanto che le istituzioni ci aiutino a farlo. Abbiamo già speso oltre 20 milioni di euro e abbiamo sviluppato un piano da più di 100 milioni». Roberto Ricci, responsabile degli investimenti della società milanese proprietaria del resort, risponde così al sindaco, Gian Giuseppe Vargiu, che aveva espresso amarezza per la seconda stagione consecutiva di chiusura del resort. Reinvest nega che lo stallo dipenda dalla sua volontà e chiede al Comune e alla Regione di aprire un confronto per superare gli ostacoli che tengono fermo il progetto.
«Non abbiamo alcun interesse a lasciare tutto chiuso – prosegue Roberto Ricci –. Occorre la disponibilità delle istituzioni e di interlocutori con cui costruire un percorso». La società avrebbe individuato anche il futuro gestore: «Abbiamo firmato un accordo con un marchio internazionale di primissimo livello, il cui nome è coperto da riservatezza, per aprire un hotel a cinque stelle. Il progetto prevede la riqualificazione di ciò che esiste, senza nuovo consumo di suolo, ma la struttura deve essere adeguata: l’albergo ha 143 camere e servizi ridotti rispetto a questa cifra. Servono la realizzazione di una nuova piscina, una spa e una palestra». I piani di Reinvest si spingono oltre: «Vogliamo terminare l’Hotel Sporting, oggi uno scheletro, ultimare una trentina di ville di lusso e completare il progetto originario. A Is Arenas era prevista la costruzione di tre alberghi: uno deve essere riqualificato, uno è incompiuto e il terzo deve ancora essere realizzato. Siamo disponibili anche ad acquistare il campo da golf e a integrarlo con il resort. Senza una struttura ricettiva che ne sostenga l’attività, anche il golf rischia di chiudere».
Tra i punti da risolvere indicati da Roberto Ricci ci sono le sei villette assegnate dal Demanio al Comune: «Si trovano davanti all’albergo. Il Comune non sa come utilizzarle, ma per noi sono importanti. Abbiamo proposto una soluzione: siamo disponibili ad acquistare e donare all’amministrazione altri immobili nel centro abitato, più adatti e accessibili per ogni tipo di uso, ricevendo in cambio quelli di Is Arenas. Anche su questo chiediamo di confrontarci». A ciò si aggiunge il contenzioso al Tar sulle opere incompiute: «Vogliamo completare gli alberghi e le ville e adeguare ciò che già esiste, secondo il progetto già autorizzato. Non chiediamo di stravolgere Is Arenas, ma di terminare quanto era stato previsto. Il Comune sostiene di essere dispiaciuto perché la struttura è chiusura, ma noi chiediamo atti concreti che ci consentano di lavorare».
A pieno regime la ricaduta occupazionale sarebbe rilevante: «Con i tre alberghi, il beach club e il campo da golf potremmo creare fino a cinquecento posti di lavoro. Il progetto creerebbe occupazione e ricchezza a Narbolia e in tutto l’Oristanese». Nella strategia di Reinvest figura anche il rilancio dell’aeroporto di Oristano-Fenosu: «Eravamo disponibili a rilevare la partecipazione nella società aeroportuale e a investire 3 o 4 milioni di euro per riaprire lo scalo e allungare la pista – dichiara il rappresentante della società milanese –. Non siamo però riusciti a ottenere un incontro. Un hotel internazionale a cinque stelle ha bisogno di collegamenti adeguati: non si può pensare di accogliere una clientela americana facendo sempre riferimento all’aeroporto di Cagliari». Quindi la conclusione: «Reinvest è disponibile al dialogo con il Comune e a parlare con la Regione anche dell’aeroporto di Fenosu, per completare gli alberghi e rilanciare l’intero comprensorio. Non vogliamo alimentare polemiche. Chiediamo alle istituzioni un confronto e di indicarci la strada per investire e riaprire. Se ci sarà questa apertura, noi siamo pronti».