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Viabilità

Il ponte della discordia fa tremare la Provincia: cosa sta succedendo

di Caterina Cossu
Il ponte della discordia fa tremare la Provincia: cosa sta succedendo

Un braccio con la viabilità a doppio senso e l’altro completamente pedonale: la riqualificazione premiata non convince

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Oristano Più che ponte del Rimedio, ponte della discordia. La scelta di chiudere uno dei due attraversamenti sul Tirso al traffico automobilistico e trasformarlo in un percorso riservato a pedoni e biciclette è uno dei punti più caratterizzanti del progetto destinato a ridisegnare l’ingresso nord di Oristano. Ma è anche quello che comincia a creare più malumori. Le perplessità sulla futura viabilità, caldeggiata dall'ingegnere responsabile Giuseppe Pinna, si sarebbero fatte strada anche all’interno della giunta provinciale, dove non tutti sarebbero convinti che concentrare i veicoli su un solo ponte possa reggere alla prova del traffico quotidiano. Il progetto vincitore del concorso per la riqualificazione ambientale e paesaggistica del collegamento tra la città e il Rimedio, elaborato dallo studio associato Lerua, vuole cambiare radicalmente il volto della zona con la demolizione dei viadotti e delle rampe, nuovi spazi verdi e percorsi ciclopedonali e una ricucitura con il Parco del Tirso. Il vecchio ponte perderebbe così la funzione carrabile per diventare ciclopedonale, mentre sull’altro attraversamento si concentrerebbe la circolazione nei due sensi di marcia.

Ed è qui che il progetto divide. I dubbi riguardano soprattutto la capacità di un unico passaggio di assorbire la mole di traffico che ogni giorno attraversa su uno degli ingressi principali della città. Il timore è che la soluzione finisca per creare un imbuto permanente, con code e rallentamenti soprattutto nelle ore di punta. Un assaggio di ciò che significa ridurre gli spazi a disposizione delle auto arriverà già dalla prossima settimana. Per la Festa del Rimedio una delle carreggiate in ingresso a Oristano sarà chiusa alla circolazione per consentire ai fedeli di raggiungere a piedi la basilica. Una limitazione temporanea e legata a esigenze completamente diverse, ma che ogni anno mette sotto pressione la viabilità: quando il traffico viene concentrato sulla carreggiata rimasta disponibile, rallentamenti e code diventano difficili da evitare.

A complicare il quadro arriverà poi la metà di settembre, con la riapertura delle scuole e il ritorno a pieno regime degli spostamenti di studenti, famiglie e pendolari anche con i mezzi dell’Arst. Cresce così la prudenza e i dubbi relativamente all’ipotesi di rendere permanente un assetto con un solo attraversamento destinato alle auto. La filosofia del progetto resta quella di alleggerire il peso delle infrastrutture stradali e restituire spazio al paesaggio, al verde e alla mobilità lenta. Ma tra il disegno vincitore e la sua traduzione in opere concrete resta ancora spazio per approfondimenti e modifiche, per le quali peraltro devo no ancora essere individuate le fonti economiche per tradurre in realtà quello che per ora resta sulla carta. E proprio la viabilità si annuncia come il terreno sul quale il confronto sarà più acceso, dato il valore strategico dello svincolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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