La Nuova Sardegna

Oristano

L’ordinanza

Il tribunale ferma i pignoramenti attuati da Abbanoa: cosa sta succedendo

di Michela Cuccu
Il tribunale ferma i pignoramenti attuati da Abbanoa: cosa sta succedendo

Migliaia le procedure attivate in tutta l’isola, il precedente può avere effetto domino: «Non può notificare direttamente le ingiunzioni»

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Oristano Uno stop che rischia di provocare un vero e proprio effetto domino in tutta la Sardegna su migliaia di procedure di riscossione forzata da parte di Abbanoa. Con un’ordinanza cautelare, il giudice della sezione civile, Andrea Vigorito, ha accolto il ricorso di un utente, sospendendo l’efficacia esecutiva dell’ingiunzione fiscale notificata dal gestore unico idrico. A scardinare la prassi a quanto pare consolidata da Abbanoa, sono gli avvocati Valerio Martis ed Ezio Ullasci. «L’ordinanza del tribunale conferma l’assenza di legittimazione attiva di Abbanoa a procedere con le ingiunzioni – spiegano i legali –. In sostanza, Abbanoa non può notificare direttamente le ingiunzioni e, conseguentemente, i pignoramenti. È invece obbligata, come tutte le società e i privati, a rivolgersi al giudice per far emettere il decreto ingiuntivo. Ciò determina sicuramente un dispendio economico maggiore per Abbanoa, con meno facilità di far notificare le ingiunzioni che sapevano quasi di minaccia».

La decisione del magistrato si basa sui limiti del potere esecutivo della società. L’ordinanza chiarisce che Abbanoa è autorizzata alla riscossione coattiva esclusivamente col sistema del ruolo, ovvero attraverso le tradizionali cartelle esattoriali emesse dai concessionari abilitati. Al contrario, l’utilizzo diretto dell’ingiunzione fiscale è precluso. Per potersene avvalere come se fosse una vera pubblica amministrazione, la società partecipata avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza del cosiddetto “controllo analogo” da parte dei Comuni soci, un requisito formale e sostanziale che il giudice ha ritenuto non dimostrato nel caso specifico.

L’impatto di questa decisione si preannuncia dirompente a livello pratico per tutta l’utenza dell’isola, aprendo la strada a una valanga di ricorsi fotocopia. «L’effetto pratico si avrà soprattutto per tutti i pignoramenti notificati o che andranno a notificare in quanto sarà sufficiente opporsi per far revocare gli stessi – precisano i legali –. Un effetto minore si avrà per le ingiunzioni in quanto già da tempo Abbanoa stava usando lo soluzione di far accertare l’esistenza del credito nel giudizio di opposizione».

Insomma, per chi ha già ricevuto o sta per ricevere un pignoramento sul conto corrente o sui beni da parte di Abbanoa basterà sollevare il difetto di legittimità per bloccare l’azione esecutiva. Per le semplici lettere di ingiunzione, invece, la tutela resta valida, ma l’azienda ha storicamente teso a difendersi chiedendo comunque al giudice di verificare se il debito idrico sia reale, tentando così di sanare l’errore procedurale. Il provvedimento del giudice non cancella automaticamente il presunto debito legato ai consumi idrici non pagati. La vera discussione sul merito delle bollette, sulle tariffe applicate e sui consumi effettivi è stata infatti rinviata all’udienza del 14 maggio 2027. Fino ad allora le parti avranno la facoltà di trovare un accordo.

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