Celle e arredi devastati per una lite tra detenuti: è caos a Massama
Reparto inagibile e una situazione insostenibile più volte denunciato dal sindacato di polizia penitenziaria Con.Si.Pe
Oristano Celle devastate, arredi divelti, impianti danneggiati e infiltrazioni d’acqua. È il bilancio dei gravi disordini scoppiati mercoledì 2 settembre, nella sezione 2B della casa di reclusione di Massama, a Oristano. A denunciarlo è il Con.Si.Pe., il sindacato della polizia penitenziaria, che parla di un reparto «praticamente inagibile» e chiede interventi urgenti da parte dell’amministrazione. Secondo la ricostruzione fornita dal segretario nazionale Roberto Melis, all’origine delle tensioni ci sarebbe stata l’incompatibilità tra due detenuti costretti a condividere la stessa camera. Una situazione che, sostiene il sindacato, gli agenti avevano già segnalato attraverso le procedure previste, senza che si arrivasse a una soluzione. La convivenza avrebbe provocato tensioni crescenti, fino a un episodio avvenuto durante la notte che avrebbe alimentato il malcontento nel reparto. La situazione è poi precipitata il giorno successivo, al rientro dei detenuti dall'ora d'aria. La protesta è degenerata e la sezione, secondo il Con.Si.Pe., è stata pesantemente danneggiata: celle e arredi sono stati devastati e sarebbero stati compromessi anche alcuni impianti.
Per il sindacato il reparto dovrebbe ora essere completamente sgomberato per consentire gli interventi di ripristino. Al momento, riferisce ancora il Con.Si.Pe., soltanto alcuni detenuti sarebbero stati trasferiti in altri istituti. L'episodio arriva a poche ore da un'altra aggressione denunciata all'interno del carcere. La settimana scorsa la mancata autorizzazione a una videochiamata avrebbe provocato la reazione violenta di un detenuto. Un agente sarebbe stato minacciato e altri due aggrediti fisicamente, mentre nel reparto sarebbero stati danneggiati arredi e lampadari. Il detenuto coinvolto è stato successivamente trasferito in isolamento. «La situazione di Massama non è un episodio isolato, ma il risultato di incompatibilità ignorate e procedure lasciate in sospeso», sostiene Melis. «La sezione 2B è stata demolita e questo non può essere considerato normale. La sicurezza non può essere trattata come un elemento secondario». Il segretario nazionale del Con.Si.Pe. esprime solidarietà agli agenti coinvolti e chiede una revisione dell'organizzazione dei reparti, dei criteri di assegnazione dei detenuti e dei tempi di risposta alle loro richieste. «Gli agenti hanno evitato il peggio – conclude Melis – affrontando minacce, aggressioni e una sezione in piena rivolta con professionalità e sangue freddo».
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