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I soccorsi

Bambino di 10 anni precipita in un pozzo profondo 80 metri, lotta contro il tempo per salvarlo

Bambino di 10 anni precipita in un pozzo profondo 80 metri, lotta contro il tempo per salvarlo

Si scava ininterrottamente da tre giorni, per creare un pozzo parallelo e arrivare al punto in cui è finito il piccolo

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Algeri È una corsa contro il tempo quella in corso nel sud-ovest dell’Algeria per raggiungere Ayoub, un bambino di 10 anni caduto mercoledì in un pozzo artesiano asciutto profondo circa 80 metri e largo appena 40 centimetri. Per il terzo giorno consecutivo le squadre della Protezione civile lavorano senza sosta, ma nel pomeriggio di oggi, venerdì 4 settembre le operazioni erano ancora in corso e non erano state diffuse informazioni ufficiali sulle condizioni del piccolo.

L’incidente è avvenuto nel villaggio di Er-Rokn, nel comune di El Ghassoul, distretto di Brezina, nella provincia di El Bayadh. Secondo la ricostruzione dei soccorritori, Ayoub avrebbe camminato sopra un pannello di compensato che copriva l’apertura del pozzo. La tavola ha ceduto sotto il suo peso e il bambino è precipitato nella cavità.

La struttura del pozzo rende estremamente difficile un recupero diretto. La cavità, scavata con metodi tradizionali, non è rivestita da tubazioni e attraversa un terreno caratterizzato anche da strati rocciosi. La larghezza ridottissima e il rischio di cedimenti impediscono ai soccorritori di calarsi direttamente fino al bambino.

Per questo è stata scelta una soluzione più complessa: scavare a fianco del pozzo una grande apertura parallela, raggiungere la stessa profondità e, nella fase finale, creare un collegamento orizzontale verso il punto in cui si trova Ayoub. Sul posto sono stati concentrati mezzi per il movimento terra, attrezzature di perforazione e squadre specializzate.

Lo scavo procede lentamente perché ogni avanzamento deve essere accompagnato dalla messa in sicurezza delle pareti. Un cedimento del terreno potrebbe infatti compromettere sia la posizione del bambino sia l’incolumità degli uomini impegnati nel recupero. Nelle ultime ore le autorità hanno riferito di progressi nella perforazione, nonostante la presenza di strati rocciosi che rallentano il lavoro.

La Protezione civile ha anche smentito le notizie circolate sui social secondo cui Ayoub sarebbe già stato raggiunto. L’intervento, hanno precisato i soccorritori, è ancora in corso.

La vicenda richiama inevitabilmente alla memoria quella di Alfredino Rampi, il bambino di sei anni caduto nel giugno del 1981 in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Roma. Anche allora fu realizzato uno scavo parallelo nel tentativo di raggiungere il piccolo. In Algeria, oltre quarant’anni dopo, la priorità è la stessa: arrivare fino ad Ayoub senza provocare movimenti del terreno che possano rendere ancora più difficile il salvataggio.

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