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Oristano

Lavori pubblici

Addio ai vincoli nella zona artigianale dopo 20 anni: 4 milioni per lo sviluppo

di Caterina Cossu
Addio ai vincoli nella zona artigianale dopo 20 anni: 4 milioni per lo sviluppo

Un canale e l’azzeramento del rischio idrogeologico permetteranno di mettere a frutto la lottizzazione bloccata

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Bosa Quasi vent’anni dopo i vincoli imposti dal Pai, per la zona artigianale si riapre una prospettiva di sviluppo. A sbloccare la partita è il progetto del canale di Segapane, opera attesa da quattordici anni che dovrà mettere in sicurezza dal rischio idraulico una parte dell’abitato e, allo stesso tempo, restituire possibilità edificatorie all’unica area sulla quale Bosa può pensare di espandere il proprio tessuto produttivo. La giunta guidata dal sindaco Alfonso Marras ha completato la scelta delle soluzioni tecniche e ora gli uffici potranno procedere con la progettazione sino al livello esecutivo. Il passaggio si intreccia con la modifica del Puc e la riperimetrazione del Pai, sulle quali il Comune sta lavorando per superare vincoli che, alla luce degli studi più recenti, non sarebbero più attuali. La nuova perimetrazione consentirà già nelle condizioni attuali, dunque anche senza il canale di Segapane, di rendere edificabili con determinati accorgimenti alcune zone oggi escluse da questa possibilità. Con la realizzazione dell’opera lo scenario cambierà ulteriormente: il sistema intercetterà le acque meteoriche provenienti dai versanti prima che raggiungano il tessuto edificato, azzerando il rischio legato a quel bacino. A quel punto potranno essere valutati nuovi allargamenti o restringimenti delle aree sottoposte a vincolo.

La questione riguarda direttamente la zona artigianale, già lottizzata quando l’entrata in vigore del Pai, nel 2006, ne bloccò di fatto lo sviluppo. Diversi imprenditori che avevano acquistato i lotti si ritrovarono così con capitali immobilizzati e terreni sui quali non era più possibile realizzare gli investimenti programmati. La revisione della pianificazione e il progetto di Segapane possono ora rimettere in moto una situazione ferma da quasi due decenni. L’iter dell’opera è a sua volta molto lungo. Il primo finanziamento, pari a un milione di euro, risale al 2012, ma il progetto non è mai arrivato a compimento. Nel 2023 sono stati stanziati altri 85mila euro per la progettazione e nel novembre 2025 è stato affidato l’incarico per la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali. Il 12 giugno, con la delibera numero 69, la giunta ha approvato il Docfap e la suddivisione dell’intervento nei due lotti est e ovest: il primo interessa l’area a monte del ponte vecchio, tra Ciccialuna e San Giorgio, il secondo quella a valle, verso Segapane. Restava da definire la soluzione per il tratto più a valle, nell’area pianeggiante lungo la statale 129 bis, dove le esigenze della sicurezza idraulica dovevano essere conciliate con le prospettive urbanistiche. Il nodo è stato sciolto il 24 agosto con la delibera numero 103, che ha individuato la soluzione da adottare e permette ora di completare la progettazione. Per passare ai cantieri servirà invece un ulteriore finanziamento: la trattativa con la Regione è già aperta e la stima è di circa quattro milioni di euro per realizzare i lotti est e ovest. Segapane diventa così uno dei tasselli centrali per tenere insieme sicurezza urbana e sviluppo di Bosa: da una parte la mitigazione del rischio idraulico, dall’altra la possibilità di restituire prospettive concrete a un’area produttiva rimasta bloccata dal 2006. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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