Migranti, la questione del centro per minori finisce sul tavolo del Ministero
L’intervento del deputato della Lega Dario Giagoni: «Solidarietà ad amministrazione e cittadini, servono soluzioni concrete»
Cabras Solidarietà all’amministrazione e alla comunità di Cabras, e disponibilità a collaborare per trovare una soluzione alla situazione del Centro di accoglienza straordinaria. È quanto esprime Dario Giagoni, deputato della Lega originario di Ozieri e consigliere regionale dal 2019 al 2022, che annuncia di aver portato la vicenda all’attenzione del ministro dell’Interno, dopo aver seguito in passato una situazione analoga a Calangianus. «Esprimo la mia piena solidarietà al sindaco Andrea Abis, all’amministrazione comunale e a tutta la cittadinanza di Cabras per le preoccupazioni emerse in relazione alla gestione del CAS», dichiara il consigliere regionale. Il deputato si dice pronto a «mettersi a disposizione dell’amministrazione per ascoltare le esigenze del territorio e collaborare alla ricerca di soluzioni concrete».
Il tema, secondo Giagoni, è quello di trovare un equilibrio tra accoglienza e sicurezza: «Accogliere i minori stranieri non accompagnati, proteggerli e accompagnarli verso un reale percorso di inserimento nella nostra società è previsto dalla legge ed è certamente un atto di civiltà – afferma –. Accoglienza non può e non deve significare assenza di regole». Per Giagoni, chi viene accolto deve rispettare le leggi e le regole della comunità. «Nessuno può pensare di poter agire impunemente. Chi commette reati deve essere assicurato alla giustizia e devono essere applicate, nei casi previsti, tutte le misure consentite dal nostro ordinamento», sottolinea. Il nodo riguarda anche la gestione delle strutture. «Se un centro non è nelle condizioni di assicurare sicurezza, controllo e un autentico percorso di integrazione, bisogna intervenire», sostiene Giagoni. E, qualora non sia possibile garantire queste condizioni, «deve essere valutata anche la chiusura della struttura».
La conclusione è un appello a tenere insieme i due aspetti: «La sicurezza dei cittadini e un’accoglienza seria non sono principi incompatibili: devono procedere insieme». Chi studia, lavora, rispetta le regole e vuole integrarsi, secondo Giagoni, «deve trovare accoglienza e opportunità». Diverso il caso di chi «delinque e rifiuta le regole della nostra comunità», per il quale «non può esserci tolleranza o impunità».
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