La Nuova Sardegna

Oristano

Il caso

Migranti, la questione del centro per minori finisce sul tavolo del Ministero

di Caterina Cossu
Migranti, la questione del centro per minori finisce sul tavolo del Ministero

L’intervento del deputato della Lega Dario Giagoni: «Solidarietà ad amministrazione e cittadini, servono soluzioni concrete»

2 MINUTI DI LETTURA





Cabras Solidarietà all’amministrazione e alla comunità di Cabras, e disponibilità a collaborare per trovare una soluzione alla situazione del Centro di accoglienza straordinaria. È quanto esprime Dario Giagoni, deputato della Lega originario di Ozieri e consigliere regionale dal 2019 al 2022, che annuncia di aver portato la vicenda all’attenzione del ministro dell’Interno, dopo aver seguito in passato una situazione analoga a Calangianus. «Esprimo la mia piena solidarietà al sindaco Andrea Abis, all’amministrazione comunale e a tutta la cittadinanza di Cabras per le preoccupazioni emerse in relazione alla gestione del CAS», dichiara il consigliere regionale. Il deputato si dice pronto a «mettersi a disposizione dell’amministrazione per ascoltare le esigenze del territorio e collaborare alla ricerca di soluzioni concrete».

Il tema, secondo Giagoni, è quello di trovare un equilibrio tra accoglienza e sicurezza: «Accogliere i minori stranieri non accompagnati, proteggerli e accompagnarli verso un reale percorso di inserimento nella nostra società è previsto dalla legge ed è certamente un atto di civiltà –  afferma –. Accoglienza non può e non deve significare assenza di regole». Per Giagoni, chi viene accolto deve rispettare le leggi e le regole della comunità. «Nessuno può pensare di poter agire impunemente. Chi commette reati deve essere assicurato alla giustizia e devono essere applicate, nei casi previsti, tutte le misure consentite dal nostro ordinamento», sottolinea. Il nodo riguarda anche la gestione delle strutture. «Se un centro non è nelle condizioni di assicurare sicurezza, controllo e un autentico percorso di integrazione, bisogna intervenire», sostiene Giagoni. E, qualora non sia possibile garantire queste condizioni, «deve essere valutata anche la chiusura della struttura».

La conclusione è un appello a tenere insieme i due aspetti: «La sicurezza dei cittadini e un’accoglienza seria non sono principi incompatibili: devono procedere insieme». Chi studia, lavora, rispetta le regole e vuole integrarsi, secondo Giagoni, «deve trovare accoglienza e opportunità». Diverso il caso di chi «delinque e rifiuta le regole della nostra comunità», per il quale «non può esserci tolleranza o impunità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La violenza

Finge di essere un guaritore, poi abusa sessualmente di lei: potrebbe non essere l’unica vittima – Il racconto

di Caterina Cossu
Le nostre iniziative