Scuole sarde, oltre 8 su 10 senza agibilità: un miliardo di Pnrr e cantieri ancora in ritardo
Su 1.645 edifici appena il 14,2% avrebbe il certificato. Oltre 2.200 progetti finanziati, ma le scadenze del 2026 incombono e i sindacati lanciano l’allarme
Sassari Il nuovo anno scolastico è iniziato ieri ma la fotografia delle strutture della scuola sarda è un’istantanea datata. Una vecchia foto in bianco e nero in cui non c’è spazio per il romanticismo. Nonostante gli sforzi politici e i progetti in divenire, lo stato di conservazione degli edifici scolastici resta un gigantesco punto di domanda nel futuro del sistema educativo sardo. I sindacati tagliano corto e parlano di disastro annunciato. Lo dicono perché l’80 per cento delle scuole sarde non avrebbe il certificato di agibilità. Una situazione che ormai si strascina da anni senza soluzioni e che, anzi, peggiora con il passare del tempo. Secondo un’indagine elaborata dalla Flc Cgil nazionale nel 2002, solo il 15,5 per cento degli edifici scolastici in Sardegna aveva il certificato di agibilità, mentre nel report di Tuttoscuola dello scorso anno quella percentuale scendeva persino al 14,2 per cento. La speranza che l’ultimo anno abbia cambiato le carte in tavola viene spenta sul nascere: «I dati sono gli stessi», spiega Emanuela Valurta, segretaria regionale della Flc Cgil.
I progetti
Se il presente delude e dipinge un quadro drammatico, non resta che sperare in un futuro migliore. D’altra parte, alla scuola sarda è stato destinato un miliardo di euro di fondi del Pnrr. Secondo i dati registrati da openpnrr.it, i fondi (939.6 milioni di risorse del piano nazionale di ripresa e resilienza e 60,8 finanziati da altre fonti) sono divisi in 2206 progetti che, fino a ieri, erano stati finanziati al 50 per cento. Chiaramente, non tutti sono interventi programmati per le ristrutturazioni e il 50 per cento non si riferisce alla metà dei pagamenti ma alla quota totale, divisa in porzioni per ogni progetto. Al punto che pochissimi sono stati completati. Una condizione poco rassicurante perché le scadenze finali per la rendicontazione e i pagamenti del Pnrr si concentrano tra il 30 settembre e il 31 dicembre 2026, mentre la possibilità di aprire nuove pratiche o presentare domande si è conclusa definitivamente il 31 agosto 2026. Ecco perché a fianco ad ogni progetto in itinere compare la dicitura “in ritardo” che poi spiega anche perché la possibilità di una deroga resti sostanzialmente l’ultimo scoglio per mettere a frutto le buone intenzioni.
Il dettaglio
Secondo i sindacati, la soluzione migliore sarebbe costruire scuole nuove. Nel conto totale dei progetti, secondo le analisi di Legambiente riportate nel rapporto Ecosistema scuola pubblicato ieri, i progetti per le nuove scuole finanziate in Sardegna sarebbero solo 7 per un finanziamento totale di poco inferiore ai 32 milioni per un importo medio di 4,5 milioni. Decisamente più corposo il piano progettuale che riguarda le ristrutturazioni, cioè la “sistemazione” dell’esistente che non convince più di tanto. Anzi. Ad ogni modo, i progetti sono 190 e la quota disponibile è di 181 milioni, di cui 155 del Pnrr. Il numero cala nuovamente quando si pianifica il “Potenziamento infrastrutture per lo sport a scuola”: 19 progetti per quasi 15 milioni complessivi. Idem per il “Piano di estensione del tempo pieno e mense”, ipotizzato in 46 progetti per un totale di poco inferiore ai 24 milioni. Le ambizioni della scuola sarda riprendono quota quando si parla di “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”: 110 progetti per 123 milioni. Il problema di base, però, è un altro: gli edifici scolastici, in Sardegna, sono 1645 e se anche i progetti del Pnrr andassero in porto, difficile senza una deroga, è chiaro che il problema non verrebbe risolto.
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