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Piano di assetto idrogeologico, è ancora scontro: cosa sta succedendo

di Enrico Carta
Piano di assetto idrogeologico, è ancora scontro: cosa sta succedendo

L’ex assessore al Comune di Oristano Ivano Cuccu prepara l’affondo legale: accesso agli atti e richieste di documenti

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Oristano Oltre al Piano di assetto idrogeologico sembrava che anche lo scontro politico fosse stato archiviato. Invece riemerge dopo due mesi di silenzio e sembra avere una direzione sola che porterà la vicenda a sfociare in tribunale. Durante l’estate e in queste prime settimane di autunno, è stato uno scorrere di scambi di accuse, di richieste formali di documenti, di mail e di telefonate. Tutto è avvenuto dopo il clamore che la vicenda aveva suscitato a giugno quando era saltata fuori la clamorosa novità che aveva contribuito a inasprire gli animi in una maggioranza in cui le tensioni erano all’ordine del giorno: le modifiche al Piano di assetto idrogeologico infatti erano state archiviate a gennaio e per diversi mesi qualcuno in Comune aveva taciuto ciò. La mancata comunicazione di quella che a tutti gli effetti è da considerarsi una bocciatura era stata considerata come un fatto gravissimo e il dito era stato puntato contro l’ex assessore all’Urbanistica Ivano Cuccu, accusato – in particolare dal nuovo assessore Paolo Angioi e dal consigliere Fulvio Deriu – o di aver fatto passare sotto silenzio la vicenda o comunque di non essere stato all’altezza per non aver ricevuto informazioni in merito. In ballo ci sono infatti conseguenze di non poco conto sul settore dell’urbanistica e dell’edilizia. Defenestrato dal sindaco il 2 marzo, Ivano Cuccu si era difeso attraverso la stampa smentendo categoricamente di essere stato a conoscenza dello stop ricevuto dal piano da parte dell’Agenzia del Distretto idrografico della Sardegna addirittura a gennaio.

Questo è l’antefatto che aveva avuto poi una coda in consiglio comunale con un’interrogazione presentata dal consigliere Giuliano Uras che di Ivano Cuccu era stato compagno di partito nella civica Oristano al Centro. La vicenda archiviata anche dal punto di vista politico, sembrava essersi chiusa lì e invece tutto stava continuando a muoversi sottotraccia. È lo stesso Ivano Cuccu a irrompere nuovamente sulla scena con una serie di azioni che, se si vuole dare una forma alle intenzioni, potrebbero trasformarsi in qualcosa di molto pesante in una sede ben diversa dall’agone del consiglio comunale. Da giugno a oggi c’è stato un susseguirsi di mosse certificate e ufficiali che non hanno soddisfatto l’ex assessore il quale ha trovato molto contorto, per non dire nebuloso, il comportamento del Comune di fronte ai suoi solleciti. La prima è del 30 giugno ed è una richiesta di accesso agli atti proprio sulla comunicazione legata all’archiviazione della variante del Piano. L’intento era di capire quando e soprattutto a chi fosse stata ufficialmente comunicata l’archiviazione. La seconda è del 2 luglio e anche in quel caso la risposta non arriva. Nel frattempo il sindaco Massimiliano Sanna aveva chiarito di non essere stato informato della bocciatura di cui era a conoscenza la responsabile dell’Ufficio tecnico, l’ingegnera Sara Angius.

Ivano Cuccu non si è fermato di fronte al mutismo dell’amministrazione e, passate tre settimane, aveva presentato formale diffida per avere gli atti, azione rafforzata da Giuliano Uras che, in quanto consigliere comunale, ha diritto ad avere tutto l’incartamento senza dover fornire le motivazioni che invece è tenuto a dare un privato cittadino. Ancora nulla e allora il 17 agosto in Comune arriva la lettera dell’avvocato dell’ex assessore e in essa ci sono le date delle mail che smentirebbero alcune posizioni: il sindaco era a conoscenza di tutto dal 22 marzo e il subentrato assessore Paolo Angioi dall’8 aprile.

Caso chiuso? No, perché il 25 agosto il Comune smentisce la presenza di una comunicazione da parte del Distretto idrografico, salvo poi rivedere il tutto lo stesso giorno con una seconda comunicazione in cui ammette che ci sono comunicazioni, ma che non le può mettere a disposizione per questioni di privacy, diniego che viene ritenuto non motivato. A quel punto viene compiuto un passo legale molto pesante che è quello di richiedere, in quanto indagine di parte, la corrispondenza intercorsa tra la dirigente Sara Angius, il segretario generale Antonio Ara, altri funzionari del Comune e l’assessore Paolo Angioi.

La cronistoria è conclusa, ma le parole di Ivano Cuccu lasciano presagire l’arrivo di nubi fosche all’orizzonte: «Sono stato accusato di scarsa trasparenza e di aver occultato una comunicazione della Regione, sono accuse pesanti che ho sempre respinto e rispetto alle quali ho ritenuto doveroso ottenere chiarezza attraverso gli strumenti disposti dalla legge. La domanda è inevitabile: se sono stato accusato di aver nascosto qualcosa, perché non consentirmi di verificare coi documenti come sono andati i fatti? Se l’amministrazione nulla ha da nascondere, quale ragione impedisce di garantire pieno accesso alla documentazione richiesta? La trasparenza deve valere sempre quando si tratta di vicende che coinvolgono persone e istituzioni pubbliche».

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