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Nuovi corsi, iscritti da tutta Italia, ma la casa dello studente non c’è

di Caterina Cossu
Nuovi corsi, iscritti da tutta Italia, ma la casa dello studente non c’è

La sede decentrata di Oristano cresce nonostante le difficoltà: il bilancio di Consorzio Uno e l’avvio dell’anno accademico

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Oristano Ci sono studenti arrivati dalla Colombia, dall’Alto Adige, dalla Liguria e dalla Toscana. E poi ci sono le matricole del territorio, i laureati che hanno appena concluso il loro percorso e chi, all’università di Oristano, ha trovato un’opportunità di formazione senza dover lasciare la Sardegna. Mercoledì sera 14 ottobre il Welcome to Uno Community Party, la festa dedicata agli studenti del Consorzio Uno, ha riunito la comunità universitaria per l’avvio del nuovo anno accademico. Una serata con un breve momento istituzionale, i saluti delle autorità, i riconoscimenti ai laureati e il benvenuto alle nuove matricole, in un’atmosfera informale che ha lasciato spazio soprattutto a incontro e condivisione. A fare il punto sull’andamento delle iscrizioni è Francesco Asquer, direttore del Consorzio Uno, che invita a leggere i numeri tenendo conto delle diverse scadenze e delle novità introdotte dagli atenei.

I numeri Per il corso di laurea in Management delle destinazioni e del turismo culturale, dell’Università di Cagliari, gli iscritti al momento sono 39, contro i 45 dell’anno accademico 2025-2026. Il confronto, però, è ancora provvisorio: le iscrizioni all’ateneo cagliaritano resteranno aperte fino al 31 dicembre e l’obiettivo è raggiungere il risultato dello scorso anno. Anche per Biotecnologie marine e degli ecosistemi acquatici si attendono ulteriori adesioni. Il corso conta attualmente 28 iscritti, rispetto ai 32 dell’anno precedente, ma la partita è ancora aperta. Sul fronte dell’Università di Sassari, il nuovo anno porta una riorganizzazione dell’offerta formativa. Il corso magistrale in Qualità e sicurezza dei prodotti alimentari, che aveva raccolto 13 iscrizioni nel 2025-2026, non sarà più attivato: quello in corso sarà dunque l’anno conclusivo per i già iscritti. Cambiano anche gli assetti delle lauree triennali dell’area agroalimentare. Viticoltura ed enologia diventa un corso autonomo, non più percorso di laurea in Tecnologie viticole, enologiche e alimentari, mentre l’indirizzo di Tecnologie alimentari viene trasformato in un corso indipendente, erogato nella sede centrale di Sassari. Viticoltura ed enologia registra quest’anno 17 iscritti ed è affiancata dal nuovo corso di laurea professionalizzante in Floricoltura e florovivaismo. Considerati insieme, i due percorsi hanno raccolto un numero di iscrizioni pari alla somma dei due indirizzi del precedente ordinamento. Una sostanziale stabilità, dunque, per la proposta triennale sassarese, che potrebbe crescere ancora: le iscrizioni resteranno aperte fino al 30 novembre. Attese positive anche per Nesiotikà, la scuola di specializzazione in Beni culturali dell’Università di Sassari, attiva a Oristano con cinque indirizzi archeologici. Nell’ultimo anno accademico ha registrato 19 iscritti e l’obiettivo è mantenere numeri analoghi. Intanto, l’università si allarga anche negli spazi.

Il problema degli spazi Intanto, l’università prova ad allargarsi. Da quest’anno sono disponibili due nuove aule a Palazzo Bifulco, in piazza Manno, ma mancano ancora ambienti comuni dedicati agli studenti. La loro presenza quotidiana comincia comunque a dare nuova vita alla piazza e a rendere più visibile il legame tra ateneo e città. Un rapporto che, però, ha bisogno di investimenti e servizi per consolidarsi, a cominciare da una struttura fondamentale per chi arriva da fuori: lo studentato. Se ne parla da anni, sono state avanzate ipotesi e individuati possibili immobili, ma il progetto resta ancora sulla carta. «Tutto tace – conferma Asquer –. Non ci sono state nuove interlocuzioni sullo stabile di Sa Rodia, individuato a suo tempo insieme alla Provincia». Anche un’altra possibilità sembra essersi arenata: un imprenditore oristanese, proprietario di un immobile vicino alla caserma dei carabinieri di via Loffredo, aveva manifestato interesse per il recupero della struttura e la sua destinazione agli universitari. L’operazione, però, non avrebbe trovato le risorse economiche necessarie.

Le difficoltà L’ultima discussione in consiglio comunale risale al maggio 2025, quando quattro consiglieri di Forza Italia presentarono un’interrogazione sulla mancata partecipazione del Comune al bando nazionale finanziato con fondi Pnrr per aumentare i posti letto universitari. Un’opportunità che avrebbe potuto contribuire a rispondere alla domanda di alloggi, senza però tradursi in un intervento concreto. Diversa la strada seguita a Olbia con il Geovillage, dove il Cipnes Gallura ha lavorato per acquisire il complesso nell’ambito della procedura fallimentare, poi aggiudicata al gruppo Alma, e riconvertirlo in 232 camere grazie ai fondi Pnrr. A Oristano, intanto, l’arrivo di Infermieristica, previsto dal prossimo anno accademico e destinato a entrare a regime entro il 2029, pone nuove esigenze per aule e laboratori. Il Chiostro del Carmine non è più sufficiente e le due aule di Palazzo Bifulco potrebbero non bastare per tutte le attività, soprattutto quelle pratiche, che richiedono ambienti adeguati e conformi alle norme di sicurezza. La questione degli alloggi pesa in un contesto segnato dal caro affitti e dalla difficoltà di trovare appartamenti disponibili in città. A pagarne le conseguenze sono soprattutto gli studenti, per i quali la mancanza di servizi e strutture può diventare un ostacolo concreto al diritto allo studio.

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