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Oristano

Il contenzioso

L’esproprio di quarant’anni fa era irregolare, il Comune condannato a risarcire gli eredi del proprietario

di Maria Antonietta Cossu
L’esproprio di quarant’anni fa era irregolare, il Comune condannato a risarcire gli eredi del proprietario

I giudici del Tar sanzionano l’amministrazione per aver acquisito forzatamente il terreno

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Ghilarza L’acquisizione forzata al patrimonio immobiliare pubblico di un lotto di mille metri quadri è costata cara al Comune di Ghilarza che, a più di quarant’anni da quel provvedimento, si trova a dover pagare un risarcimento danni superiore a 80mila euro. La parola fine sulla vicenda l’ha scritta due giorni fa il consiglio comunale approvando la misura compensativa mai riconosciuta al proprietario e regolarizzando la pratica dell’esproprio che, in assenza di un atto formale, si configurava come procedimento illegittimo. Su questa omissione si è in parte fondata l’istanza presentata al Comune molti anni più tardi dagli eredi del cittadino al quale la porzione di terreno era stata sottratta per realizzare il piano stradale dell’attuale via Tempio.

La richiesta di indennizzo è stata presentata la prima volta il 7 novembre 2025 e reiterata il mese successivo. Entrambe sono rimaste inevase fino a quando i discendenti del proprietario non hanno rimesso la questione nelle mani di un giudice per «accertare e dichiarare l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sul risarcimento». Il ricorso è stato presentato a marzo 2026 al Tribunale amministrativo della Sardegna, che si è pronunciato lo scorso maggio dando ragione ai ricorrenti. Il giudice ha obbligato l’ente locale ad accogliere le rivendicazioni della controparte e l’ha condannato a rifondere le spese processuali e accessorie di quest’ultima, quantificate in 2.094 euro. Mercoledì l’assemblea civica ha dato esecuzione alla sentenza disponendo il versamento agli eredi di 81.729 euro. L’importo è stato calcolato considerando i cinque anni antecedenti alla prima richiesta presentata dalle parti interessate, mentre i decenni precedenti risultano prescritti.

Prima ancora, il consesso istituzionale ha approvato la proposta di delibera sull’acquisizione mediante procedura coattiva sanante per occupazione illegittima della porzione di terreno inglobata nella pubblica via. La sindaca Eugenia Usai ha rimarcato che non vi fossero alternative alla procedura di acquisizione adottata in aula in ragione dell’assetto urbanistico consolidato, della presenza di sottoservizi essenziali – con le reti idrica, fognaria, elettrica e di illuminazione connesse all’intero quartiere – e in considerazione dell’impossibilità tecnica di un ripristino dei luoghi e del costo che un’operazione del genere comporterebbe. La maggioranza consiliare ha approvato il provvedimento all’unanimità e votazione identica ha espresso sul riconoscimento del debito fuori bilancio rappresentato dalle spese processuali.

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