Due anni di attesa e il crossodromo resta chiuso: ora partono i lavori
A Terralba l’occasione di riaprire l’unica struttura in Sardegna con impianto adatto alle gare in notturna
Terralba Il silenzio dura ormai da due lunghi anni, ma a Terralba il rombo dei motori potrebbe presto tornare a farsi sentire. La svolta, almeno sulla carta, è arrivata a metà dello scorso luglio, quando il Comune ha finalmente approvato la graduatoria definitiva per la gestione degli impianti sportivi, assegnando il crossodromo comunale al Motoclub Terralba, che ha ottenuto il punteggio massimo. La notizia accende una luce su una struttura che non è una pista come le altre. Parliamo dell’unico circuito in tutta la Sardegna dotato di un impianto di illuminazione per le gare in notturna. Un gioiello tecnologico e sportivo che però, da ventiquattro mesi a questa parte, è rimasto desolatamente spento e sbarrato.
Tra sterpaglie e fari spenti: la malinconia degli appassionati è evidente. I cancelli chiusi, infatti, non hanno fermato le critiche. In paese c’è chi protesta e fa notare l’erba alta che ormai assedia l’intera recinzione, un segno evidente del tempo perduto e dell’abbandono. Ma a stringere il cuore degli appassionati sono soprattutto quei grandi fari spenti, immobili sopra il circuito: vederli al buio, per chi ricorda le grandi serate di sport, genera una certa malinconia. Soprattutto, c’è il calvario dei piloti costretti a fare i nomadi. A dare voce al disagio degli sportivi è Aldo Mocci, presidente del Motoclub che ha vinto il bando. La burocrazia ha fatto il suo corso, ma le chiavi non sono ancora in mano alla società. «Speriamo di entrare in pista il prima possibile – confessa Mocci –. In questi anni siamo stati costretti a spostarci un po’ ovunque, in giro per l’isola, anche solo per fare un semplice allenamento o per organizzare una gara. Diventa tutto più difficile e costoso». Il vicesindaco, Andrea Grussu, esterna ottimismo e replica alle critiche: «È vero – ammette – c’è erba attorno alla recinzione che dobbiamo rifare, ma abbiamo sempre curato l’impianto». Andrea Grussu spiega che rimettere in sesto l’impianto ha richiesto uno sforzo non indifferente, soprattutto sul fronte economico: «Non lo nascondo, c’è voluto del tempo e i disagi ci sono stati, ma abbiamo fatto davvero di tutto per sbloccare la situazione e trovato le risorse, 50mila euro, per i lavori che prevedono anche il rifacimento della recinzione e del cordolo di cemento, in parte ammalorato».
Il Comune garantisce che sta lavorando senza sosta per restituire la pista ai ragazzi e agli appassionati nelle migliori condizioni possibili: «Siamo molto ottimisti per il futuro del crossodromo: l’obiettivo è riaverlo operativo e sfruttare al massimo anche le potenzialità delle gare in notturna». Le promesse e le delibere firmate in municipio sono un ottimo segnale, ma non cancellano la realtà dei fatti: a Terralba, da due anni, il motocross non esiste più. Resistono gli sportivi e le società che vanno avanti a sacrifici. Prima che i piloti possano tagliare il nastro, la pista dovrà essere ripulita e rimessa in sicurezza con i cantieri promessi dal Comune. Solo dopo i lavori avverrà la firma della convenzione e la consegna ufficiale della struttura. Fino a quel giorno, al Motoclub non resta che aspettare e continuare a viaggiare.
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