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Oristano

Le indagini

«Abbiamo trovato i suoi documenti in una gioielleria rapinata», così il falso finanziere si fa consegnare 3.700 euro

«Abbiamo trovato i suoi documenti in una gioielleria rapinata», così il falso finanziere si fa consegnare 3.700 euro

Una donna è stata raggirata, ma i carabinieri hanno individuato i presunti responsabili: sono tutti originari della Campania

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Fordongianus Ha prima convinto un’anziana che la sua carta d’identità fosse stata trovata sul luogo di una rapina in gioielleria. Poi, facendo leva sulla paura di finire nei guai con la giustizia, le ha fatto consegnare 3.700 euro in contanti e numerosi gioielli in oro. Vittima della truffa una donna di Fordongianus, raggirata nella mattinata di lunedì 26 ottobre. La vicenda si è conclusa con un fermo e due denunce. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Ghilarza hanno individuato tre persone, tutte provenienti dalla Campania, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di estorsione aggravata in concorso.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna sarebbe stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come appartenente alla Guardia di Finanza. Durante la chiamata le avrebbe raccontato che la sua carta d’identità era stata rinvenuta sul luogo di un furto ai danni di una gioielleria di Cagliari. Una storia inventata per spaventarla e convincerla a consegnare denaro e preziosi. Poco dopo, un complice si sarebbe presentato a casa dell’anziana, qualificandosi a sua volta come appartenente alle forze dell’ordine, e avrebbe ritirato i contanti e i monili.
Le indagini sono partite immediatamente. I militari sono riusciti a individuare l’automobile utilizzata dai presunti responsabili e a risalire ai tre uomini, che alloggiavano in due diverse strutture ricettive del capoluogo. Decisivo anche il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima, che avrebbe identificato uno dei sospettati.
Al termine degli accertamenti, per uno dei tre è scattato il fermo di indiziato di delitto. L’uomo è stato trasferito nella casa di reclusione di Massama, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli altri due sono stati denunciati a piede libero.
Le indagini proseguono ora per individuare eventuali altri complici e verificare se il gruppo possa essere coinvolto in episodi simili commessi in Sardegna. Sono inoltre in corso le ricerche per recuperare il denaro e i gioielli sottratti, che potrebbero essere stati affidati ad altre persone.
I carabinieri rinnovano l’invito a prestare attenzione: nessun appartenente alle forze dell’ordine può chiedere denaro o gioielli per risolvere presunte emergenze giudiziarie. In caso di telefonate sospette bisogna interrompere subito la conversazione e chiamare il 112. (cat.co.)

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