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Il centrosinistra cerca la strada: rebus alleanze per le comunali

di Caterina Cossu
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oristano - il nuovo sindaco Guido Tendas con Mariano Scarpa, ultimo sindaco del centrosinistra
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. oristano - il nuovo sindaco Guido Tendas con Mariano Scarpa, ultimo sindaco del centrosinistra

La città di Oristano è da 10 anni in mano al centrodestra: a giugno del prossimo anno l’occasione di scippare la poltrona

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Oristano Da quasi dieci anni il Comune è trazione centrodestra. Prima Andrea Lutzu, sindaco dal 2017 al 2022, poi Massimiliano Sanna, eletto nel giugno 2022. Il centrosinistra, che negli ultimi anni ha portato a casa i successi solo con le vittorie e le amministrazioni di Guido Tendas (2012-2017), e di Mariano Scarpa (1994-1998), cerca ora la strada per tornare a palazzo Campus Colonna. A pochi mesi dalla prossima campagna elettorale però, l’alternativa è ancora tutta da costruire. Si parla di programmi, alleanze e unità, ma non c’è ancora una proposta politica definita né una leadership riconoscibile, nemmeno accennata neanche a livello di partiti.

Il mantra è condiviso da tutti: prima le priorità da individuare, poi gli interpreti. Lo ribadisce Alessandro Solinas, consigliere regionale del Movimento 5Stelle, che ha appena concluso il lavoro al tavolo del Campo progressista, riunitosi la scorsa settimana a Oristano. «Ci interessa favorire l’unità e il lavoro condiviso» spiega, aprendo anche all’ipotesi di una grande coalizione. «È doveroso che chiunque si affacci a governare una città sofferente come Oristano si confronti con tutte le forze vive e attive e con tutte le persone che hanno dimostrato di volerle bene» puntualizza ancora. Anche il Pd mette al centro la costruzione di un progetto: «Da troppo tempo Oristano non svolge il suo ruolo di capoluogo – osserva il consigliere regionale Antonio Solinas – e il lavoro che stiamo facendo è quello di costruire una proposta di centrosinistra con un programma e idee chiare su quello che c’è da fare». Sull’ipotesi che possa essere lui il candidato sindaco, risponde serafico con un «Cosa c’entro io?», tornando a insistere sulla priorità dei contenuti. Gli fa da eco il segretario provinciale Dem Massimiliano Daga, che conferma l’avvio di tavoli di interlocuzione vari, ma anche che per il Pd il nome del futuro sindaco ora non è la priorità: «Bisogna prima condividere il progetto. Il nome verrà da sé, tra chi si proporrà per assumersi la responsabilità di guidare la coalizione». Daga rivendica il lavoro svolto dalle minoranze in questi quattro anni e indica alcune priorità: recuperare il ruolo di Oristano nell’area vasta, rafforzare il peso del capoluogo su sanità e scuola e lavorare in sinergia con i Comuni vicini, a partire dal porto condiviso con Santa Giusta. «Il sindaco, soprattutto in quest’ultima legislatura, è stato sempre sotto ricatto – afferma Daga –. Dobbiamo arrivare al governo della città con equilibri definiti e chiari, che pensino soltanto al bene di Oristano». Da qui l’apertura alle forze di centro.

Il quadro, tuttavia, resta frammentato. Se a livello regionale i Progressisti sono destinati a confluire nel Pd, a Oristano Umberto Marcoli, Maria Obinu e Giuseppe Obinu confermano di lavorare a una proposta autonoma. Ci sono poi le altre forze presenti in consiglio comunale, che per ora mantengono un atteggiamento guardingo. Di queste interlocuzioni, poi, si conosce ancora poco: non è chiaro quali disponibilità siano emerse e quali alleanze possano prendere forma. L’unità viene invocata, ma il percorso per costruirla resta, per ora, poco visibile.

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