Un esercito di 425 candidati per 27 posti
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Verifica delle liste elettorali in Corte d'AppelloNessuno scossone dell’ultim’ora. Rientra la contestazione Udc: Capelli c’è, Satta no
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Ve li immaginate 425 candidati (290 alla Camera, 135 al Senato), in fila indiana, tutti col santino in mano, a scorrazzare per tutta l’isola alla ricerca di un voto che vale 20mila euro di stipendio al mese? Beh, provateci. Ma abbiate anche pena, dopo il 14 aprile, per i 398 aspiranti parlamentari destinati alla bocciatura. Già, perché la Sardegna elegge diciotto deputati e nove senatori: da questi mumeri non si scappa. Ma tant’è. Anche chi sarà “trombato” spera in un premio di consolazione, in cambio di una presenza in lista poco più che simbolica.
Da oggi dunque si fa sul serio, e non perché fino a ieri si sia scherzato. Il “timbro” apposto ieri dalla Corte d’Appello di Cagliari sulle liste dei candidati - diciotto per Montecitorio e diciassette per Palazzo Madama - non solo rende tutto ufficiale, ma in qualche modo dà la carica a chi ancora non ce l’aveva. E allora, da oggi in poi, non ci sarà da stupirsi se il candidato sarà più gentile, s’interesserà dello stato di salute di moglie e figli (della cosa non gli importa nulla), prenderà nota del favore che gli chiederete in cambio di un voto che potete anche riversare da altre parti. I partiti maggiori.
Niente scossoni, nei raggruppamenti maggiori. Nel Partito Democratico (Camera), Siro Marrocu è sesto, e precede Guido Melis , mentre nel Pdl al decimo posto c’è l’attore Luca Barbareschi , e all’undicesimo l’architetto Paolo Vella ex numero 1 dell’ufficio Tutela del Paesaggio. Vella ha seguito passo passo tutta la pratica edilizia relativa a Villa Certosa e Silvio Berlusconi ne ha evidentemente apprezzato le qualità al punto da imporlo nel novero degli eletti. Gli amici di Mauro Pili (oltre che l’interessato) gongolano per la collocazione come capolista, dietro Berlusconi e Gianfranco Fini , e soprattutto prima di Salvatore Cicu .
E’ noto infatti che tra i due i rapporti non siano mai stati idilliaci e questa gerarchia potrebbe anche significare un’investitura dell’ex sindaco di Iglesias alla candidatura del 2009 come governatore della Sardegna. Resta fuorigioco, e fuori dal Parlamento, il deputato di Arborea Giovanni Marras . Tra i candidati, ma solo al posto numero 14, c’è l’ex sindaco di Lula Maddalena Calia . Passando al Senato, l’ordine del Pd è quello noto: Antonello Cabras, Gian Piero Scanu, Luciana Sbarbati e Francesco Sanna . Nel Pdl, la lista si apre con Beppe Pisanu , seguito da Mariano Delogu, Piergiorgio Massidda, Filippo Saltamartini e Fedele Sanciu . Al sesto posto il leader di Fortza Paris Silvestro Ladu , che si è dimesso da consigliere regionale con la convinzione di poter conquistare un posto nobile in lista. Non è andata come sperava. Chissà se confermerà le dimissioni?
Gli altri. Partendo dalla Camera, i socialisti piazzano al primo posto il leader regionale Peppino Balia , mentre la lista Ferrara, dopo il numero 1 Angelo Loris Brunetta , propone Diana Zuncheddu , figlia dell’editore dell’Unione Sarda ma anche del Foglio. Claudia Zuncheddu , invece, guida la lista del Psd’Az e Daniela Santanchè è la numero 1 de «La Destra». Dietro Antonio Di Pietro , nella lista dell’Italia dei Valori, c’è il deputato uscente Federico Palomba; Elettra Deiana invece guida il raggruppamento della Sinistra Arcobaleno, davanti agli uscenti Elias Vacca e Antonio Attili . Per il Senato c’è da segnalare che Beppe Grillo guida la lista dei Grilli Parlanti, ma non si tratta dello showman genovese. Paolo Maninchedda è il numero 1 del Psd’Az (secondo posto per il pugnace consigliere regionale Giuseppe Atzeri ), mentre il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula è il capolista per i socialisti di Enrico Boselli . La Sinistra Arcobaleno punta su Marinora Di Biase ; l’Idv sul consigliere regionale Adriano Salis (seconda piazza per il verde Pino Zarbo » e la Sinistra Critica su Franco Turigliatto . Bustianu Cumpostu aspira al Senato per conto di Sardigna Natzione e La Destra propone l’ex ministro Francesco Storace .
Udc. Si è sgonfiato il caso Roberto Capelli , dopo le assicurazioni arrivate da Roma secondo le quali i capilista Pierferdiando Casini (Camera) e Francesco D’Onofrio (Senato), in caso di elezione, opterebbero per un collegio diverso da quello sardo. Roberto Capelli stava per rifiutare il secondo posto per Palazzo Madama, rivendicando la piena autonomia del partito nell’isola; poi, pur confermando il suo dissenso per le due imposizioni romane, ha accettato. E’ dunque sfumata l’ipotesi di una candidatura di Antonio Satta al posto di Capelli. In proposito, i Popolari Autonomisti Sardi, partito-movimento guidato dallo stesso ex vicesegretario nazionale dell’Udeur, hanno diffuso una nota nella quale rivendicano la loro connotazione regionale e annunciano che «non parteciperanno alla competizione elettorale dietro il senatore D’Onofrio, che, dalla Puglia viene a fare il capolista in Sardegna».
I precedenti. Nel 2006 alla Camera furono eletti Arturo Parisi, Antonello Soro, Amalia Schirru, Emanuele Sanna, Paolo Fadda (tutti del Pd), Antonio Attili (Ds), Luigi Cogodi (Prc), Elias Vacca (Pdci), Federico Palomba (Idv), Roberto Villetti (Sdi), Mauro Pili, Salvatore Cicu, Giuseppe Cossiga e Giovanni Marras (Fi), Carmelo Porcu e Bruno Murgia (An), Giorgio Oppi e Antonello Mereu (Udc). al di fuori della Sardegna conquistarono un posto a Montecitorio Antonio Satta (Udeur) e Giorgio Carta (Psdi). Al Senato andarono Antonello Cabras, Gianni Nieddu, Salvatore Ladu (Pd), Francesco Martone (Prc), Mauro Bulgarelli (Verdi), Piergiorgio Massidda e Fedele Sanciu (Fi), Mariano Delogu (An), Massimo Fantola (Riformatori). Beppe Pisanu fu eletto al di fuori dell’isola.
Da oggi dunque si fa sul serio, e non perché fino a ieri si sia scherzato. Il “timbro” apposto ieri dalla Corte d’Appello di Cagliari sulle liste dei candidati - diciotto per Montecitorio e diciassette per Palazzo Madama - non solo rende tutto ufficiale, ma in qualche modo dà la carica a chi ancora non ce l’aveva. E allora, da oggi in poi, non ci sarà da stupirsi se il candidato sarà più gentile, s’interesserà dello stato di salute di moglie e figli (della cosa non gli importa nulla), prenderà nota del favore che gli chiederete in cambio di un voto che potete anche riversare da altre parti. I partiti maggiori.
Niente scossoni, nei raggruppamenti maggiori. Nel Partito Democratico (Camera), Siro Marrocu è sesto, e precede Guido Melis , mentre nel Pdl al decimo posto c’è l’attore Luca Barbareschi , e all’undicesimo l’architetto Paolo Vella ex numero 1 dell’ufficio Tutela del Paesaggio. Vella ha seguito passo passo tutta la pratica edilizia relativa a Villa Certosa e Silvio Berlusconi ne ha evidentemente apprezzato le qualità al punto da imporlo nel novero degli eletti. Gli amici di Mauro Pili (oltre che l’interessato) gongolano per la collocazione come capolista, dietro Berlusconi e Gianfranco Fini , e soprattutto prima di Salvatore Cicu .
E’ noto infatti che tra i due i rapporti non siano mai stati idilliaci e questa gerarchia potrebbe anche significare un’investitura dell’ex sindaco di Iglesias alla candidatura del 2009 come governatore della Sardegna. Resta fuorigioco, e fuori dal Parlamento, il deputato di Arborea Giovanni Marras . Tra i candidati, ma solo al posto numero 14, c’è l’ex sindaco di Lula Maddalena Calia . Passando al Senato, l’ordine del Pd è quello noto: Antonello Cabras, Gian Piero Scanu, Luciana Sbarbati e Francesco Sanna . Nel Pdl, la lista si apre con Beppe Pisanu , seguito da Mariano Delogu, Piergiorgio Massidda, Filippo Saltamartini e Fedele Sanciu . Al sesto posto il leader di Fortza Paris Silvestro Ladu , che si è dimesso da consigliere regionale con la convinzione di poter conquistare un posto nobile in lista. Non è andata come sperava. Chissà se confermerà le dimissioni?
Gli altri. Partendo dalla Camera, i socialisti piazzano al primo posto il leader regionale Peppino Balia , mentre la lista Ferrara, dopo il numero 1 Angelo Loris Brunetta , propone Diana Zuncheddu , figlia dell’editore dell’Unione Sarda ma anche del Foglio. Claudia Zuncheddu , invece, guida la lista del Psd’Az e Daniela Santanchè è la numero 1 de «La Destra». Dietro Antonio Di Pietro , nella lista dell’Italia dei Valori, c’è il deputato uscente Federico Palomba; Elettra Deiana invece guida il raggruppamento della Sinistra Arcobaleno, davanti agli uscenti Elias Vacca e Antonio Attili . Per il Senato c’è da segnalare che Beppe Grillo guida la lista dei Grilli Parlanti, ma non si tratta dello showman genovese. Paolo Maninchedda è il numero 1 del Psd’Az (secondo posto per il pugnace consigliere regionale Giuseppe Atzeri ), mentre il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula è il capolista per i socialisti di Enrico Boselli . La Sinistra Arcobaleno punta su Marinora Di Biase ; l’Idv sul consigliere regionale Adriano Salis (seconda piazza per il verde Pino Zarbo » e la Sinistra Critica su Franco Turigliatto . Bustianu Cumpostu aspira al Senato per conto di Sardigna Natzione e La Destra propone l’ex ministro Francesco Storace .
Udc. Si è sgonfiato il caso Roberto Capelli , dopo le assicurazioni arrivate da Roma secondo le quali i capilista Pierferdiando Casini (Camera) e Francesco D’Onofrio (Senato), in caso di elezione, opterebbero per un collegio diverso da quello sardo. Roberto Capelli stava per rifiutare il secondo posto per Palazzo Madama, rivendicando la piena autonomia del partito nell’isola; poi, pur confermando il suo dissenso per le due imposizioni romane, ha accettato. E’ dunque sfumata l’ipotesi di una candidatura di Antonio Satta al posto di Capelli. In proposito, i Popolari Autonomisti Sardi, partito-movimento guidato dallo stesso ex vicesegretario nazionale dell’Udeur, hanno diffuso una nota nella quale rivendicano la loro connotazione regionale e annunciano che «non parteciperanno alla competizione elettorale dietro il senatore D’Onofrio, che, dalla Puglia viene a fare il capolista in Sardegna».
I precedenti. Nel 2006 alla Camera furono eletti Arturo Parisi, Antonello Soro, Amalia Schirru, Emanuele Sanna, Paolo Fadda (tutti del Pd), Antonio Attili (Ds), Luigi Cogodi (Prc), Elias Vacca (Pdci), Federico Palomba (Idv), Roberto Villetti (Sdi), Mauro Pili, Salvatore Cicu, Giuseppe Cossiga e Giovanni Marras (Fi), Carmelo Porcu e Bruno Murgia (An), Giorgio Oppi e Antonello Mereu (Udc). al di fuori della Sardegna conquistarono un posto a Montecitorio Antonio Satta (Udeur) e Giorgio Carta (Psdi). Al Senato andarono Antonello Cabras, Gianni Nieddu, Salvatore Ladu (Pd), Francesco Martone (Prc), Mauro Bulgarelli (Verdi), Piergiorgio Massidda e Fedele Sanciu (Fi), Mariano Delogu (An), Massimo Fantola (Riformatori). Beppe Pisanu fu eletto al di fuori dell’isola.
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