Sassari, nasce "Ex-Q", la casa degli artisti. Parola d'ordine: "Contaminazione"

Occupato per provocazione il 26 maggio scorso, l'edificio che per decenni ha ospitato la questura di Sassari è diventato il punto di ritrovo di decine di artisti e artigiani. L'Ex-Q presto diventerà un'associazione: l'obiettivo è di far diventare regolare l'occupazione della palazzina di corso Angioy. Gli artisti invitano la cittadinanza a visitare i laboratori, le sale prove e gli studi allestiti nei vari piani dell'ex questura. "E' importante che tutti sappiano cosa sta davvero succedendo in questo posto straordinario"

SASSARI. Entrare per credere. Entrare per capire. Solo varcando la porta vetrata della vecchia questura e facendo due passi tra i laboratori, le sale prove per il teatro e per la musica, gli atelier degli artisti, le sedi delle associazioni, si possono prendere le misure di questo mondo. Dal di fuori, i giovani che dal 26 maggio occupano lo stabile dell'ex questura, vengono visti come occupanti: una manciata di "hippy, anarchici o artistodi", che hanno commesso un reato. Chi non sa cosa ci sia esattamente dietro le porte vetrate dell'edificio che si affaccia sui giardini pubblici, pensa che quei giovani abbiano occupato una struttura pubblica, issando all'esterno la bandiera dell'arte. Come se questo fosse abbastanza per essere giustificati. Ma se il peccato originale che sta alla base della nascita dell'"Ex-Q" (ex Questura) non può essere cancellato, se non con un affidamento ufficiale dei locali da parte della Provincia, tutto il resto sono solo paure e diffidenza.

VIDEO Parlano i protagonisti dell'Ex-Q

Un poliziotto, che per anni aveva lavorato in quel palazzo, a settembre si è avvicinato all'ingresso. Fuori ha trovato un artista, uno degli occupanti della prima ora. "Prego, entri pure", gli ha detto subito il giovane. "Ma come, posso entrare? Non ci sono problemi?", ha risposto il poliziotto, sorpreso. Per capire davvero come funziona l'Ex-Q, per percepire l'anima e l'energia che lo fanno funzionare, bisogna entrare e vedere. Le parole servono davvero a poco, di fronte a una realtà viva, che in quattro mesi ha organizzato e ospitato una cinquantina di eventi culturali. Molti di più di quelli "prodotti" dalla città ufficiale.

E così il poliziotto è entrato e ha visto. Gli austeri uffici della Questura, carichi di schedari, scrivanie, computer, erano completamente trasformati. I colori, in questo spicchio di città, sono i padroni assoluti. La diffidenza del poliziotto è stata subito sostituita dalla sorpresa. Pochi giorni dopo, nei corridoi e nelle stanze dell'Ex-Q sono riecheggiate le voci dei bambini di una classe delle elementari. E' molto meglio vedere qualcuno che fa arte, piuttosto che vedere piatte immagini sui libri.

La città, in poche settimane dall'occupazione, ha risposto al richiamo dell'Ex-Q, e nei vari piani che per decenni sono stati percorsi da uomini in divisa, sono spuntate sedi di associazioni (come quella dei clown in corsia o quella dei vegetariani), studi di architetti, laboratori di ceramica o per la produzione di cosmetici naturali, sale di prova per il teatro o per la musica, studi di pittori o laboratori per riparare biciclette e contaminarle con il tocco degli artisti (ogni pezzo esce dalla questura con il marchio Ex-Q). Qualcuno sta pensando di trasformare le brutte terrazze rivestite di cartone catramato, in giardini pensili. Mentre c'è chi fa lezioni gratuite di kung-fu o scacchi nell'appartamento che ospitava il questore.

I lavori di alcuni degli artisti dell'Ex-Q sono già stati esposti in città, altri finiranno addirittura in Svezia. L'obiettivo del gruppo, che presto diventerà una associazione con tanto di statuto, è quello di coinvolgere creativi da ogni angolo d'Europa. L'esperienza sassarese, per quanto brevissima e assolutamente nuova, sta suscitando grande interesse. Molti creativi sassaresi emigrati negli ultimi anni stanno pensando di tornare a casa, dove sembra che finalmente ci sia spazio per loro. All'ultimo piano, se un giorno l'occupazione terminerà, e l'ex questura sarà affidata ufficialmente all'associazione Ex-Q (ma prima che questo avvenga potrebbe passare molto tempo), è prevista la realizzazione di alloggi per artisti. Chi verrà a Sassari per brevi periodi avrà un posto in cui stare. Insomma, quella che sta nascendo in corso Angioy è una realtà finora sconosciuta a Sassari.

Una delle parole più pronunciate, all'Ex-Q, è contaminazione. Scambiare informazioni, svelare agli altri i propri segreti del mestiere, magari per applicarli a settori completamente differenti, è per molti la chiave del successo di una realtà come quella dell'ex Questura.  "Questo è un posto che sta creando occupazione - spiega Leonardo Boscani - pittore e fondatore dell'Ex-Q -. L'ultima cosa che vogliamo è l'assistenzialismo. Al di là dell'affidamento del palazzo, tutte le spese saranno a carico nostro. Vogliamo lavorare in città, ma finché non avremo acqua e luce sarà molto complicato. Un modo per farci conoscere all'esterno e spezzare la diffidenza che ci circonda, sarà una fanzine che sta per uscire. Una rivista interna, che verrà distribuita anche nel quartiere, e che servirà per raccontare quello che stiamo facendo".

L'arte e l'artigianato, all'Ex-Q, hanno un terreno comune in cui germogliare. E la brevissima distanza che separa la vecchia questura dal padiglione dell'Artigianato, sembra rendere ancora più stimolante, per molti artisti, la sfida lanciata con l'occupazione. "Siamo qui per creare arte e opportunità". Gli ambienti dell'Ex-Q sono aperti a chiunque, tutti possono trovare uno spazio, purché le attività proposte arricchiscano ciò che già è stato creato. L'invito degli artisti-artigiani di corso Angioy 11 è quello di fare un salto da loro, fare un giro per i corridoi e tra i vari laboratori, per percepire l'atmosfera e sentire l'aria che da quattro mesi in molti vivono e respirano. Solo chi entra all'Ex-Q capisce ciò che davvero sta succedendo. Al di là dei pregiudizi, delle impressioni e del "peccato originale" degli occupanti.
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