La nuova vita delle navi romane

Oggi al museo sarà presentato l'ultimo restauro, sette anni dopo la prima inaugurazione

OLBIA. Forse è la volta buona. Oggi il museo riapre al pubblico. Sette anni dopo la prima inaugurazione, a cui negli anni ne sono seguite una seconda, una terza, forse anche una quarta. Ma questa volta l'apertura ha il carattere dell'ufficialità e, soprattutto, sembra essere la definitiva.

La nuova vita del museo comincerà dopo le 17.30, quando la Soprintendenza per i beni archeologici delle province di Sassari e Nuoro presenterà agli olbiesi il risultato dell'ultimo intervento di restauro e di allestimento espositivo delle navi rinvenute nello scavo del tunnel. Gli altri due interventi consistevano nell'esposizione al pubblico di due navi: una prima affondata dai Vandali e una seconda risalente al periodo medievale.

Da oggi il «parco navi» del museo si arricchisce del più grande dei relitti rinvenuti nello scavo, anch'esso dello stesso periodo dell'attacco di Vandali che decretò la fine dell'Olbia romana, intorno al 450 d.C., e di due alberi e tre timoni, anch'essi risalenti all'età romana. Un lavoro che trasforma quello di Olbia nel museo che in tutta Italia espone il maggior numero di navi antiche e l'unico al mondo che mostra alberi e timoni d'età romana.

Insomma, una ndelle grandi incompiute della città, oggi viene annoverata tra i gioielli rari della cultura mondiale. Un successo che viene fatto risalire all'accordo di programma quadro Stato-Regione in materia di beni culturali del 2005 ed è frutto della collaborazione tra Regione, direzione regionale per i beni culturali e Soprintendenza. Ma la velocità con cui si è deciso di anticipare l'apertura a fine marzo trova origine in alcune questioni di ordine amministrativo che avrebbero potuto comportare un ingente danno economico.

Per la riapertura del museo, infatti, si attendeva il bando di gara per la sua gestione, ma il Comune ha dovuto anticipare i tempi perché se non avesse tagliato il nastro entro fine marzo Olbia avrebbe dovuto restituire alla Ue 9 milioni di euro di finanziamento. A occuparsi del museo sarà ora Mauro Mibelli, funzionario dell'ufficio Cultura nominato coordinatore dal commissario straordinario Mariano Mariani. L'evento è inserito nelle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
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