La Nuova Sardegna

Tarocchi e profumi, dissequestrati cinquecento flaconi

Confezioni di profumo sequestrate dalla Guardia di Finanza
Confezioni di profumo sequestrate dalla Guardia di Finanza

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 SASSARI. Davanti a quello scaffale pieno di profumi famosi, la Finanza aveva sentito... puzza di prodotti taroccati. Ma il tribunale del Riesame non la pensa allo stesso modo e ieri ha restituito cinquecento confezioni a un commerciante cinese.  I giudici hanno annullato il sequestro di una partita di profumi che venivano venduti nel negozio «In City», inaugurato a marzo a Predda Niedda. Per stessa ammissione del produttore, una ditta di Casoria, i nomi di quei profumi erano solo un richiamo per il cliente. Nelle boccette - fedeli riproduzioni degli originali - c'erano «solo» le riproduzioni delle più famose fragranze di Armani, Opium, Boss, Roma, Coco Chanel, Davidoff e altri ancora.  La visione di quei marchi era stata sufficiente alla Guardia di Finanza, arrivata nel grande magazzino per un controllo amministrativo, per sigillare i profumi e per denunciare i venditori per i reati di ricettazione e di commercializzazione di prodotti con segni falsi. L'inchiesta prosegue, tuttavia la decisione del tribunale del Riesame segna un punto importante a favore della difesa.  Per comprendere il ragionamento dei giudici bisogna attendere il deposito delle motivazioni del provvedimento, tra qualche giorno. Intanto, sembra proprio che il collegio presieduto da Plinia Azzena abbia condiviso le argomentazioni della difesa di Qizhu Zheng, 68 anni, legale rappresentante della società che gestisce il grande magazzino nella zona industriale. Per prima cosa, documenti alla mano, l'avvocato Marco Manca ha dimostrato che i suoi assistiti hanno regolarmente acquistato i prodotti da una ditta di Casoria. Le bolle di accompagnamento e le fatture di acquisto della partita di profumi fanno cadere i sospetti della provenienza illecita della merce. Premessa, questa, del reato di ricettazione.  Ma è sul presunto «taroccamento» delle marche che il difensore di Qizhu Zheng si è dilungato. L'avvocato ha infatti dimostrato che la ditta di Casoria è autorizzata a produrre profumi. Comprese, quindi, le imitazioni dei profumi famosi. Non tarocchi, quindi, ma prodotti simili. In effetti, nelle confezioni viene specificato che si tratta di una riproduzione e non dell'originale. L'avvocato difensore di «In City» ha inoltre consegnato ai giudici la copia di una ordinanza del tribunale del riesame di Napoli che nel 2009 diede ragione alla ditta produttrice dei profumi «incriminati».  Le cinquecento confezioni di profumo sono state immediatamente dissequestrate, ma non c'è stata alcuna riconsegna ai commercianti cinesi. Al momento del sequestro, infatti, i gestori di «In City» erano stati nominati custodi giudiziari della merce che quindi non è mai uscita dal grande magazzino.
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