L'ok della Soprintendenza per Campeda non ferma l'inchiesta sul parco eolico
2 MINUTI DI LETTURA
BONORVA. Il via libera da Ufficio tutela del paesaggio e Soprintendenza al parco eolico sull'altopiano di Campeda non ferma la procura della Repubblica. Che indaga su fatti risalenti al gennaio 2010: indipendentemente dall'evoluzione, si tratterebbe di reati già consumati. Sotto accusa per ipotetiche violazioni urbanistiche, paesaggistiche e danneggiamento delle bellezze naturali è l'attuale amministratore delegato della proprietaria del parco, la Edf EN Italia, Armando Manca di Villahermosa, 60 anni di Sarroch, qui nella sua veste di rappresentante legale della Bonorva Wind Energy, che aveva fatto da "sviluppatore" e poi aveva ceduto il progetto. Il sostituto procuratore Paolo Piras indaga anche su Michele Manca di Villahermosa (57) di Sarroch, esecutore, e sul direttore dei lavori, Claudio Pintore, 57 anni di Ghilarza. Il sospetto è che abbiano piantato le torri del vento (25 delle previste 37, attualmente ferme), dall'altezza superiore ai 70 metri autorizzati, oltre ad aver tracciato 9.221 metri di strade, in difformità dalla prima autorizzazione rilasciata dall'Ufficio tutela del paesaggio. E che lo abbiano fatto nonostante quell'area - l'altopiano di Campeda - sia tutelata e soggetta a protezione perché "zona boschiva". La difesa, patrocinata dall'avvocato Franco Luigi Satta, è certa che i reati paesaggistici e urbanistici siano praticamente già estinti, grazie alla concessione in sanatoria che il Comune (visto l'ok della Soprintendenza) potrebbe rilasciare. Resta da fare i conti con l'accusa di danneggiamento delle bellezze naturali, non un delitto ma una contravvenzione. La Edf ha annunciato che presto completerà l'istallazione delle 12 torri rimaste a terra. E sull'altopiano di Campeda saranno 37. (e.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google