La Nuova Sardegna

Un premio al maestro di vita

Gianluca Corsi
Rino Di Meglio e Maria Di Patre della Gilda premiano Bernardini (foto Gualà)
Rino Di Meglio e Maria Di Patre della Gilda premiano Bernardini (foto Gualà)

La Gilda assegna il «Civetta d'oro» ad Albino Bernardini

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 NUORO. C'era tutto il pubblico in piedi sabato mattina, nell'auditorium dell'Itc Satta, quando il coordinatore nazionale della Gilda-Unams, Rino Di Meglio, e la vicecoordinatrice, Maria Di Patre, hanno consegnato ad Albino Bernardini il primo premio nazionale "Civetta d'oro".  Il volto sorridente e serafico del grande scrittore per l'infanzia ha incorniciato una giornata intensa per gli insegnanti e i dirigenti scolastici, che hanno partecipato al convegno nazionale della Gilda "Dalle bacchette di Lula all'insegnante bacchettato", sul tema dibattuto della meritocrazia nel mondo della scuola. Un titolo emblematico dei tempi di crisi che il mondo della scuola sta attraversando, oltreché un doveroso omaggio all'ospite d'onore. È stato il dirigente scolastico del liceo scientifico Fermi, Bachisio Porru, a presentare il suo amico Bernardini, e a leggere la lettera con la quale l'autore di "Storie di gente comune" e "Un anno a Pietralata" ha voluto ringraziare l'"Associazione professionale docenti Articolo 33" per avergli attribuito il premio. Una lettera breve, ma intensa come una poesia, in cui lo scrittore novantatreenne di Siniscola ha ricordato i suoi bambini di Lula, nel 1950/51, quando i banchi avevano tre gambe intere e la quarta, rotta, era retta da un sasso, e quando le aule erano poco più che stalle.  Anche allora Bernardini era stato "bacchettato" dall'ispettore scolastico e mandato via dalla scuola di Lula. Proprio lui che aveva abolito "le bacchette", consapevole che la violenza non avrebbe prodotto educazione, ma avrebbe alimentato altra violenza. Ed era talmente convinto della sua battaglia contro "le bacchette" (e contro tutto quello che simboleggiavano), da portarla al di fuori della scuola, per contrastare una cultura di subalternità e rassegnazione. La padrona di casa Maria Domenica Di Patre, ha voluto sottolineare il «momento bellissimo, che vede tanti insegnanti riuniti davanti ad una figura emblematica per noi educatori». Di Patre ha anche spiegato perché il premio è stato identificato con la civetta: animale che, dalla dea Minerva in poi, ha simboleggiato la conoscenza. «Intendiamo fare di questo premio - ha spiegato Di Patre - un riconoscimento annuale a chi si è impegnato nella scuola e per la scuola». La civetta è stata realizzata dall'orafo nuorese Maurizio Secchi della ditta "L'Etoile". «Per me - ha commentato il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio - è un onore premiare Albino Bernardini, perché significa premiare l'umanità di tantissimi insegnanti di frontiera che hanno contribuito a elevare la cultura del Paese». Il convegno ha visto il contributo degli esperti del centro studi nazionale della Gilda, di scrittori come Vittorio Vandelli e di giornalisti come Stefano Pitrella, a Nuoro come co-autore del libro-inchiesta «La setta dei docenti».

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