Giosuè Carboni da Bortigali all'esordio vince la «provaccia», disarcionato in gara
Paolo Maurizio Sechi
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BORTIGALI. Ha dovuto aspettare 10 anni prima di coronare il sogno di correre il Palio di Siena. Giosuè Carboni, bortigalese di 31 anni, ha montato per la contrada della Tartuca. Dopo aver vinto la «provaccia», al Palio non ha però avuto troppa fortuna visto che è caduto mentre era lanciato in rimonta. Giò, come viene chiamato nella scuderia Milani e nell'ambiente, ha sempre sognato il Palio da quando riuscì, a 9 anni, a assistervi quando il suo idolo era il fantino «Cianchino» di Bono. E come lui ha esordito con la casacca gialla a strisce azzurre della Tartuca (Giovanni Carboni è al centro nella foto). Umile e riservato ha dovuto attendere, lottare e tirare fuori la grinta dopo una lunga gavetta, tanti sacrifici ma anche tanti successi nei circuiti e negli ippodromi. Al debutto in Piazza è stato comunque davvero bravo, arrivando primo al bandierino nella "Provaccia" in sella all'esordiente cavallo sardo Ivanov. Come consuetudine si deve attribuire al proprio fantino un nomignolo e dopo aver vagliato diversi suggerimenti, il capitano della contrada della Tortuca ha annunciato durante la cena delle prove il nome di battaglia per Giosuè Carboni: "Carburo", soprattutto per la somiglianza al suo cognome, ma la motivazione principale è stata che il carburo è un gas altamente esplosivo usato nelle miniere anche in Sardegna e quindi la contrada si augura una sua esplosione. Esistono precedenti della famiglia Carboni al Palio di Siena. Il padre di Giosuè, allevatore di cavalli, partecipò con il suo Quimper a una edizione del Palio per la contrada dell'Onda. Una conferma per le trazioni equestri del centro del Marghine considerando che anche nello stemma e nel gonfalone sono simboleggiati proprio due cavalli.
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