Mario Quargnenti, uno degli eredi che la donarono al Comune, si lamenta
«La casa di Giulio Cossu non è utilizzata per la cultura come prevedeva l'accordo»
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TEMPIO. La casa gentilizia del poeta e scrittore tempiese Giulio Cossu, il palazzo Sanguinetti del corso, secondo gli eredi che l'hanno donata al Comune dopo la sua morte, non è stata utilizzata come pattuito, e cioè valorizzata a scopi culturali. Lo scrive in una lettera Mario Quargnenti, avvocato in pensione: «Nonostante l'articolo 4 dell'atto di donazione preveda che l'appartamento debba essere destinato a centro culturale e allo svolgimento di manifestazioni connesse alla cultura - dice - debbo constatare che le amministrazioni comunali che si sono succedute dopo la morte di Cossu (il 3 nel dicembre del 2007), non hanno ottemperato a quanto previsto dall'articolo citato. Finora, infatti, il luogo è stato utilizzato una sola volta, per la manifestazione "Monumenti aperti"». E complimentandosi con l'associazione intitolata di recente a Cossu, aggiunge: «Con rammarico debbo rilevare che, ancora una volta, l'iniziativa privata è stata più sollecita di quella pubblica», lamentando senza mezzi termini l'indifferenza della politica nei confronti di un cittadino che «con le sue opere ha dato lustro alla città in Sardegna e fuori dell'isola». (a.m.)
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