La tomba dei giganti di Oridda

Il monumento archeologico più importante del territorio di Sennori è stato scoperto alcuni decenni fa: nel corso dei lavori per l'impianto di una vigna venne alla luce un'originale tomba di giganti, che ha preso il nome di Oridda dalla regione in cui si trova.  Per raggiungerla bisogna seguire, dal paese, la strada che dal cimitero si dirige verso la vallata del Silis. Da qui si continua sulla provinciale per Tergu e Nulvi. Si percorre una lunga salita per arrivare a un'ariosa cresta collinare, tutta a vigneti, che apre di tanto in tanto la vista sul golfo dell'Asinara.  Si inizia ben presto a distinguere, tra il verde della campagna, il complesso edilizio bianco e giallo dell'agriturismo «Tenute Dettori», che è punto di riferimento. Una volta raggiunto infatti l'ingresso all'azienda, che è ben segnalato, basta continuare ancora pochissimo per trovare una piccola strada sulla sinistra.  Dopo cinquanta metri si riconosce tra le macchie a destra un sentiero che conduce alla proprietà sottostante, coltivata anch'essa a vite. La tomba è poco oltre, seminascosta dalla vegetazione, che lascia spazio soltanto alla stele quadrata e ai resti dell'esedra, lo spazio in cui i parenti dei defunti sostavano per i riti e le preghiere.  Il portello d'ingresso è più grande del solito, ma gli elementi più originali del monumento sono all'interno. La tomba non ha infatti una struttura «a cielo aperto» ma è ricavata all'interno di un vano scavato nella roccia, poi foderato con muri a secco: non si è accertato se si tratta di una domus de janas riutilizzata o di una struttura concepita così dall'inizio.  Negli anni Sessanta, quando venne scoperta, la tomba non era stata ancora violata, e conteneva i resti di venti adulti, maschi e femmine, sei bambini e un feto. Fu accertato che quei resti ritrovati risalivano a un periodo tra il 1250 e il 1350 avanti Cristo.
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