Perdasdefogu: a noi il record della longevità

Famiglia da Guinness, è la più vecchia del mondo: nove fratelli per 809 anni. Stanno tutti bene

PERDASDEFOGU. Dovrebbe essere una famiglia sarda quella "più longeva al mondo". Perché i Melis di Perdasfefogu, undici nati e nove viventi, hanno complessivamente 809 anni, età media 89 anni qualche mese. E tutti sono in ottima salute. La bambina è Mafalda, dolcissimo viso di una 76enne, piccola di casa. La Grande Madre è Consolata, anzi Consòla, 104 anni il prossimo 22 agosto. Ieri mattina, nella sua casa a due passi dalla parrocchia di San Pietro, era un po' seccata perché non vedeva l'ago che stava usando e le era caduto per terra. Appena lo ha trovato si è rimessa a cucire e poi a cucinare (minestra etnica di fìscidu: solo patate tagliate a cubetti, un po' di formaggio acidulo schiacciato con un mestolo di corbezzolo e un pugnetto di pasta). Di sera - con affabulazioni e impacchi - ha liberato da una sciatica un nipote di 63 anni. Domani alle 17.30, nella biblioteca comunale "Daniele Lai", sarà al centro della scena. Sarà lei la prima a ricevere una targa dal sindaco Walter Mura "per esaltare la longevità dei foghesini". Risposta da liberazione collettiva, "concreta, anti-uranio e anti-torio, contro chi ci dipinge come un paese appestato. Il tasso di mortalità a Perdasdefogu è di 7.87 per mille contro la media nazionale del 9.8 e quella sarda dell'8.9. Questi numeri avranno o no un senso?". La notizia del palmares della longevità familiare ha riportato un po' di sorrisi in un paese triste, scosso anziché no da un tam-tam giudiziario-mediatico che lo dipinge come un villaggio col record di morti per cancro dovuto all'uranio (e adesso al torio) per le esercitazioni di guerra senza controllo nel Poligono militare del Salto di Quirra. Il tutto è il feed-back all'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Lanusei che - dopo mezzo secolo con totale assenza di indagini sul campo - ha voluto veder chiaro in una serie di "morti sospette". Ancora il sindaco: "Siamo un paese con un buon regime di vita non di morte. Il che non vuol dire che rifiutiamo le indagini. Vorremmo solo che si parlasse davanti a dati concreti, non a ipotesi che nel nostro territorio sono tutt'altro che dimostrate". Ed ecco cogliere al balzo una iniziativa mediatica partita da una società romana di documentazioni televisive, la "Euro produzione" che realizza per Canale 5 la serie di puntate "Lo show dei record". Tra questi - se non avesse prevalso la riservatezza tutta sarda della famiglia Melis - sarebbe arrivato il Guinness World Records della omonima casa londinese di Drummond Street, depositaria unica del registro dei primati mondiali in tanti settori. Per stare all'anagrafe, è stata la Guinness World ad assegnare nel 1997 il record della longevità alla francese Jeanne Calment morta a 122 anni e 164 giorni (a cent'anni andava ancora in bicicletta, a 114 apparve nel Cd Time's Mistress, la Signora del Tempo).  Con i calcoli fatti dalla redazione inglese e romana, anche compulsando i dati dei registri continentali Istat ed Eurostat, è emerso che la famiglia Melis di Perdasdefogu, eredi di Francesco Melis, è la più longeva in Europa e al mondo. Ricordiamo: undici figli nati e nove viventi. Consola 104, la bimba Mafalda con 76 primavere. In mezzo altri sette fratelli. Complessivamente - come detto - 809 anni. Età media 89 e passa. Che ne esistano anche altrove? Sotto l'Himalaya o il Karakorum? Nelle Ande o nella Tasmania sotto l'Australia? Di certo resta la realtà di questa famiglia baciata dalla buona salute. I giornalisti - tra le altre - avevano contattato alcuni mesi fa una nipote di Consola, Rita Melis, 40 anni, avvocato fiscalista. "La dichiarazione ufficiale richiede procedure lunghe. Certo è - spiega Rita - che nove figli viventi su undici sono certamente un record perché viaggia fra chi ha superato il secolo e chi si avvicina all'ottantina".  Un po' di storia. La casa di queste tante culle sorgeva nel rione S'urbideddu (piccolo portico), sotto il gioiello bizantino-preromanico di San Sebastiano. La prima a nascere è proprio Consolata, nota Consòla, 104 anni il prossimo 22 agosto. Consòla va ancora all'orto e dà da mangiare grano e mais alle sue caprette preferite, Nocciolina e Rosetta. In casa legge e prega con il libro delle devozioni sempre aperto. Ricorda: "Mi ero sposata di sabato, parroco don Antonio Follesa. La sera del matrimonio con mio marito Giovanni siamo andati a mietere il grano, la domenica abbiamo trebbiato con i nostri buoi, si chiamavano Bell'Antoni e Bellu'e cara". Ha un altro ricordo netto: "Ci avevano regalato anche soldi. E con quei soldi avevamo pagato l'esattore delle tasse".  Secondogenita è Carolina (deceduta). Nascono Claudia che oggi ha 98 anni, aveva sposato Titino Lai, ufficiale postale, ogni giorno va in chiesa e all'orto di Tuppa Segàda. Maria di anni ne ha 96. Antonio ne conta 92. è stato caporal maggiore del Corpo d'armata di stanza a Ghilarza. "Nel 1945 ci spediscono a Viterbo a inseguire i tedeschi, non avevamo caserma, dormivano nei cassoni o nelle cabine di auto Alfa 900. Torno a Foghesu. Lavoro nell'orto fertile di Su Sarmentargiu. Poi arriva la Base e trovo uno stipendio: operaio civile dell'Aeronautica militare, lavoravo al gruppo impianti del poligono, mai un raffreddore". Concetta (classe 1921) resta al paese, bottega e orti, processioni e nozze con Beniamino Lai. Adolfo ha 88 anni, appassionato di libri e poesia, è suo il bar-calamita al centro del paese, nel terreno dove sorgeva una grande quercia, sotto le sue fronde si ratificavano le paci tra famiglie in rivolta. Vita di soldato anche per Adolfo che finisce a Camigliano, presso Capua. Per sottrarsi alle violenze dei tedeschi si era calato in un pozzo che aveva una galleria laterale ed era servita da salvavita per tanti italiani incalzati dai nazisti. "Torno nel 1945 in un paese distrutto soprattutto dalla povertà. Non c'era lavoro, le nostre campagne sono di pietra. Abbiamo avuto la corrente elettrica nel 1955, l'acqua corrente tre anni dopo". Vitalio, detto Vitale, di anni ne ha 85 e dice di "vendere salute". Una tragedia: Natalino (nato nel 1926) muore in un incidente sul lavoro mentre scava un pozzo. Vitalia nasce nel 1931 e con la sorellina piccola, Mafalda, di 76 anni domenica festeggerà con tutti i fratelli.  Domani festa grande. Dopo una settimana ventosa di luglio che Perdasdefogu ha vissuto in altalena tra magistratura e letteratura (il sindaco e uno degli ex comandanti del Poligono ieri a colloquio col procuratore della Repubblica di Lanusei, e in biblioteca - ogni sera - discussione con scrittori e scrittrici, da Giulio Angioni a Bachisio Floris, da Michela Murgia a Flavio Soriga). Ma in queste ore ha preso il sopravvento la notizia del Guinness mondiale della longevità che potrebbe essere assegnato al paese sorto su un altipiano a seicento metri sul livello del mare, protetto fra le punte di Santa Vittoria e Monte Cardiga, incastonato fra i monumenti calcarei di Perda Liana e Monte Corongiu, il Partenone dell'Ogliastra.  Nel dopoguerra vennero i missili. Cominciò l'avventura spaziale dell'Italia e dell'Europa. L'Europa della ricerca scientifica si era cementata a Foghesu. Cominciò la rinascita di un paese estremamente povero. Che oggi vive altri guai. Decisamente seri. Consòla, che segue giornali e telegiornali, si chiede - parlando in sardo - "che cos'è questo uranio?". Non è l'unica a inseguire una risposta definitiva. Ha in braccio una nipotina di 9 anni, Margherita, che sa della festa, della targa del sindaco e che parla bene l'inglese. Alla bisnonna ha detto: "The show must go on". Ha dovuto tradurre a una Consola felice.
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