Un americano molto sardo
Silvana Porcu
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Il pianista Mark Harris sarà a Castelsardo per il concerto del 22 con lalgherese Franca Masu nella foto qui sotto Il pianista Mark Harris a Castelsardo il 22 agosto: l'amore per l'isola e per la voce di Franca Masu
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SASSARI.Unrapporto fortissimo con l'isola e la sua tradizione musicale, una lunga amicizia con De Andrè e, alla fine degli anni Novanta, la scoperta di Franca Masu. Mark Harris, pianista americano cresciuto in Italia, ha accompagnato i grandi della canzone italiana, da Renato Zero a Eros Ramazzotti, passando per Gaber e Jannacci. Nei prossimi giorni ritornerà nell'isola proprio per un concerto con la cantante algherese. I due artisti saranno al Castello di Castelsardo il 22 agosto alle 21,30, accompagnati da Salvatore Maltana al contrabbasso e Roger Soler alle percussioni per «Azulejos», la nuova versione del progetto che aveva aperto a Franca Masu le porte del Canada nel 2010. A settembre, poi, il gruppo volerà a Milano, per il festival MiTo, a presentare ufficialmente «Franca Masu 10 anys», il nuovo disco della cantante che raccoglie dieci anni di concerti nei più grandi palchi internazionali. Durante la sua lunga carriera di tastierista, produttore e arrangiatore, Harris ha davvero lavorato con una fetta importante della canzone italiana. In mezzo a tanti nomi celebri, quello che stupisce è la sua conoscenza dettagliata della musica sarda. Gli basta ascoltare poche note e ha già indovinato l'intera formazione di cantori e il paese di provenienza del brano. Molti anni fa sentì alla tv un gruppo di tenores «e da quel giorno - dice - ho setacciato tutti i negozi di dischi di Roma alla ricerca di musica sarda. Sono diventato un fanatico. Quel tipo di armonizzazione delle voci, e l'uso ritmico che ne facevano, era sorprendente». Lo studio gli ha aperto un mondo: «Anni dopo - dice - ho verificato che il coro del brano «Rain» dei Beatles è basato sulla musica sarda». Questa passione ha cementato l'amicizia con Fabrizio De Andrè, con cui ha lavorato per molti anni: «Eravamo alle prese con un disco di Massimo Bubola - racconta - e Fabrizio mi aveva chiesto di lavorare al suo disco successivo, che era proprio quello sulla Sardegna». Quando Faber gli aveva domandato se conoscesse l'Ave Maria sarda, a Mark Harris non è sembrato vero, dato che a casa ne aveva una ventina di incisioni diverse. Appena il cantautore genovese ha accennato le prime note l'ha riconosciuta subito: «Certo, è quella dei Cantores di Oristano». Non sorprende che i due siano rimasti legati fino alla fine. La scoperta di Franca Masu è avvenuta in maniera ancora più inaspettata, su un pullman diretto verso Las Vegas. «Ero in vacanza e avevo sentito una coppia, dietro di me, con accento dell'isola. E così mi sono alzato perché volevo parlare in sardo con loro». In realtà i due giovani non erano grandi conversatori in limba, ma il tempo trascorso insieme li ha fatti rimanere in contatto via internet. Un giorno, via email, gli hanno segnalato una cantante di Alghero. Senza molta convinzione Mark Harris si è fatto spedire un disco che conteneva qualche prova. «Sarà stato il 1998 - ricorda - Ho messo su il cd distrattamente, mentre lavavo i piatti. E sono impazzito. Il timbro era quello della voce piena che Franca Masu ha ancora oggi. L'ho subito chiamata per dirle che cantava davvero bene». Il resto è rimasto impresso nel cd prodotto e arrangiato da Mark Harris, «El meu viatge». Per ascoltarli dal vivo basterà aspettare il concerto di lunedì sera.
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