«Rapita dagli alieni» Per gli ufologi è una star ma il paese l'ha cacciata

Sopra, Giovanna Podda durante la sua partecipazione a Mistero, il programma di Italia 1 dedicato al mondo dell’ignoto La quarantenne sarda sarà intervistata anche nella nuova serie che partirà domenica prossima

 CAGLIARI. «Devo sbattere sul tavolo l'alieno per farmi credere?». Da quando attraverso gli schermi della tv il suo presunto incontro ravvicinato con gli inquilini dello spazio è diventato di dominio pubblico, la sua vita è diventata un incubo. Giovanna Podda, 40 anni, ha perso il lavoro, in paese - un comune del Medio Campidano di cui preferisce tacere il nome - è stata messa all'indice e ha dovuto trasferirsi, allontanandosi dalla sua famiglia.  «Non ne potevo più di sentirmi sghignazzare dietro le spalle ad ogni passo, volevo solo raccontare quel che mi è capitato», confessa amareggiata. Tutto è cominciato due anni fa con una denuncia raccolta dalla trasmissione «Mistero», su Italia 1, condotta all'epoca da Enrico Ruggeri. A settembre Giovanna sarà sugli stessi schermi per una nuova apparizione e per raccontare di essere stata rapita dai «grigi», un popolo di alieni, all'età di cinque anni, e per decine di volte di essere stata sottoposta ad analisi e inseminazione. Trattata da cavia per dar vita ad una nuova razza mista di terrestri e extraterrestri. Portando una testimonianza di questo genere a un pubblico di centinaia di migliaia di persone, la donna ha rafforzato la «fede» dei patiti di alieni e ufo (non pochi), ma ha alimentato anche il sarcasmo dei tanti che agli extraterrestri non credono, se non come invenzione letteraria o cinematografica o come fantasticheria di menti non proprio equilibrate.  E così Giovanna Podda non è riuscita convincere i compaesani di essere «rimasta incinta una ventina di volte, una di queste è andata male e il feto malformato è rimasto a casa mia», ricorda, mentre nella sua abitazione mostra l'autopsia di presunti resti di un feto, una sorta di amalgama di carne e ossa insanguinati. Poi indica come prove tracce verdi fosforescenti e indelebili sul suo corpo, sul materasso, sulle pareti. Fino a quella che definisce la prova madre: la fotocopia di una tac che rivelerebbe l'anomala presenza dentro di lei di un oggetto non qualificabile.  Di tutto questo si tornerà presto a parlare su Italia 1 a «Mistero», il programma dedicato al mondo dell'ignoto, che ripartirà il 4 settembre. Nei giorni scorsi si era saputo che la squadra formata da Daniele Bossari, Marco Berry, la new entry Jane Alexander e Andrea Pinketts si avvarrà quest'anno di una nuova inviata molto speciale, e che da alcune settimane alcuni emissari di Italia 1 stanno girando in incognito l'Italia, intrufolandosi in ambienti e situazioni differenti alla ricerca di una nuova investigatrice del Mistero che non provenga dall'ambiente dello spettacolo e che non abbia mai lavorato prima in televisione.  Coincidenza: gli emissari sono stati anche a Cagliari. E cercano un'aspirante investigatrice giovane, con la passione per il mondo dell'ignoto, curiosa e con una buona formazione culturale. L'esperienza televisiva ha provocato noie a non finire a Giovanna Podda. Ma c'è chi le crede. A partire dal suo compagno, con cui convive da quando ha dovuto lasciare il suo paese natale. Ma non solo. Il 24 e 25 settembre è chiamata a portare la sua testimonianza al convegno «Interazioni tra umani e alieni» a Roma, con la partecipazione di Trevis Walton, l'uomo che sostiene di essere stato rapito dagli extraterrestri. «Da quando frequento i convegni di ufologia non mi sento più sola, né pazza - aggiunge Giovanna che riprende con il suo racconto -. Sono rimasta vittima di sequestro da parte di un gruppo di extraterrestri, con tanto di astronave. Mi hanno portato in un luogo misterioso, sottoposta a dolorosi esperimenti, c'erano altri umani, soffrivano, cercavano di ribellarsi, ma erano inermi». Un racconto a cui il mondo scientifico non ha dato credito.  «Ho avuto il coraggio di rivelare questa verità. Non sono l'unica a vivere simili esperienze - sottolinea Giovanna - ma altri preferiscono tacere. Io sentivo il bisogno di rendere noto questo dramma che sto vivendo. Liberarmi di un grande peso e far uscire altre persone allo scoperto. Invece mi si è appesantito il fardello. Ma non mi pento. Si vogliono tenere nascoste certe verità. Ma gli extraterrestri esistono e sono qua tra noi».
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