Giochiamo al Risorgimento?

A destra e sinistra due momenti dello spettacolo «Garabalda fa Farata» de La Botte e il Cilindro di scena al Ferroviario di Sassari Sotto l’attrice Lea Gramsdorff nello spettacolo dell’Akroama con la regia di Lelio Lecis (foto Mario Rosas)

L'epopea unitaria rivive in un allestimento teatrale di Sante Maurizi

SASSARI. Si può divertire il pubblico dei più piccoli raccontando la storia? Probabilmente si, visto il successo ottenuto nei giorni scorsi dallo spettacolo «Garabalda fa Farata» scritto e diretto da Sante Maurizi. Lunghi appalusi hanno accompagnato la messa in scena del nuovo lavoro della compagnia La Botte e il Cilindro presentato domenica scorsa al Teatro Ferroviario come spettacolo inaugurale della rassegna «Famiglie a Teatro».
Tante le domande nate dalla visione dello spettacolo e dai personaggi evocati sul palco.

A catturare l'attenzione dei ragazzi e conquistarli è stata probabilmente la struttura stessa del racconto che propone la storia come un grande gioco dell'oca che ripercorre i decenni dell'epopea unitaria. Garibaldi, Vittorio Emanuele, Cavour, Mazzini e Verdi rivivono così attraverso giochi, animazioni sul grande schermo e canzoni.

Come «La battaglia di Magenta» o la filastrocca che dà il titolo allo spettacolo, cantata sulla fanfara dei bersaglieri che popolarmente divenne «Garibaldi fu ferito».

«Per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia pochi hanno pensato ai più piccoli - dice Sante Maurizi,-. A dire il vero se Roberto Benigni non avesse fatto quell'incursione a Sanremo, forse il Paese intero avrebbe snobbato la ricorrenza malgrado l'impegno del presidente Napolitano. Da tempo il Risorgimento è stato sciaguratamente espulso dai programmi delle elementari, e sappiamo che i fondamentali si apprendono da bambini giocando».

È appunto la dimensione ludica a guidare lo spettacolo. Il «gioco dell'oca del Risorgimento» parte dalle vie e dalle piazze del centro di Sassari, con una pausa divertita all'Emiciclo Garibaldi.

Quei nomi e monumenti che abitano da 150 anni le nostre città e ai quali quasi non facciamo più caso. «Libertà», «carbonari», «patrioti» sono alcune delle parole-chiave dello spettacolo. Ma spazio ha anche il racconto del «Tamburino sardo» di Edmondo De Amicis, o l'immenso repertorio di immagini prodotte in quei lontani decenni. Grazie all'interazione di Daniela Cossiga le proiezioni sullo schermo gigante, le immagini di battaglie e personaggi coinvolgono il pubblico nell'essere parte della storia.

Gli arrangiamenti musicali dello spettacolo sono di Mario Mariani, collaborazione alle animazioni Gabriele Desogus, luci Paolo Palitta, scenotecnica Michele Grandi.

La rassegna «Famiglie a teatro» prosegue domani alle 18 con lo spettacolo «La filosofia del cammello» di Aldo Sicurella. Le musiche sono di Cristina Greco. Lo spettacolo è stato diretto e interpretato dallo stesso Aldo Sicurella accompagnato sul palco da Cristina Greco (arpa), Stefano Manai (percussioni).
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