Premio al poeta del folclore
Francesco Pirisi
◗
Il coro Ortobene sul palco dellEliseo Teatro Eliseo, riconoscimento a Gian Paolo Mele Corriga
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Prima Banneddu Ruiu, il vicentino Bepi De Marzi, Franzischinu Satta e ora Gian Paolo Mele Corriga. È lui l'ultimo "grande" del premio Ortobene, attribuito durante il concerto di sabato scorso all'Eliseo. Il riconoscimento gli è stato consegnato da Alessandro Catte e Pietro Pala, rispettivamente direttore artistico e presidente del coro Ortobene, che ha riunito oltre 600 appassionati, per un'esibizione insieme ai gruppi polifonici Montesantu di Baunei e Coro di Nuoro. Mele, 50 anni di musica, ha gradito e poi ha anche pianto; sono bastate le prime righe della motivazione: «Siamo nel 1961, quando un giovane appassionato delle tradizioni popolari si affaccia nel nostro panorama musicale... ». E poi vengono snocciolati i suoi brani: «Adios Nugoro amada», «Sa crapola», «Mariedda», «Ninna de Antonio Istene». Il quarto concerto Canti dall'Ortobene li ha fatti risuonare e confermato le attese di oltre 300 spettatori arrivati da ogni angolo dell'isola, con buona rappresentanza di direttori di cori. Un ascolto informato, se ancora ve ne fosse bisogno. Il tema della serata è stato l'amore e vi si sono cimentati con passione i «commentatori» d'eccezione chiamati in causa per l'atteso appuntamento nel teatro di via Roma. Marcello Fois, nuorese di successo nella letteratura italiana e internazionale, ha parlato di un sentimento universale che nella canzone sarda è sublimato in tutti quegli intrecci amorosi, corteggiamenti, nel vagheggiamento dell'amata. L'antropologo Bachisio Bandinu ha ricordato la vita che nasce e con essa l'altra grande traccia poetica con le sue «Ninne nanne». C'è stato anche lo spazio per la fede, dove prospera l'altra passione, per la Madonna: lo confermano i «gosos» e le centinaia di santuari; vi si è insinuato don Francesco Mariani, con il tatto della scelta di campo del sacerdozio e gli strumenti del sociologo. La coralità popolare, che tutto contiene e ritrasmette, l'ha spiegata Alessandro Catte, con la sottolineatura di quanto in quest'arte c'è dell'animo di un popolo, della tradizione musicale primigenia, «che non ha confini, ma può legare e mettere il canto, la comunità, al centro di ogni esperienza sociale e culturale». Il Coro Ortobene lo ha dimostrato nella collaborazione artistica coi Crodaiol di Arzignano, nel Veneto; due anni fa sono stati a Nuoro, con il loro maestro, Bepi De Marzi; ne è venuto fuori anche un Cd, che ora viaggerà in Sardegna e in altre regioni. Le venti canzoni della raccolta promuoveranno la radice della melodia sarda. Mele - premiato con una scultura di Pietro Costa - è l'ultimo dei mediatori. Lo ha detto la motivazione: «E, infatti, chiara la marcata ispirazione popolare - il richiamo al canto a tenore che emerge -, nell'armonizzazione delle voci». La manifestazione dell'Eliseo intanto ha già fissato l'appuntamento per la prossima edizione, anno 2013, per il quinto concerto consecutivo di una serie che sembra nata sotto una buona stella.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
