La Nuova Sardegna

Dopo Cherchi Fulvio Tocco pronto a lasciare l’incarico

di Alfredo Franchini
Dopo Cherchi Fulvio Tocco pronto a lasciare l’incarico

Il presidente del Medio Campidano chiede a Cappellacci come affrontare le emergenze. Pilia (Ogliastra) in attesa

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CAGLIARI. Le nuove Province sono finite nel tritacarne e ora i presidenti cercano una via d’uscita. In una sola giornata di voto, (non due come avviene di solito), dopo che i politici regionali erano riusciti a non far coincidere le elezioni amministrative con i referendum, è stato cambiato il sistema dei poteri locali. Il primo presidente a dimettersi è stato Tore Cherchi che in questi anni aveva rappresentato il dramma del Sulcis. Ma Fulvio Tocco (Medio Campidano) e Bruno Pilia (Ogliastra) sono pronti a lasciare, sia pure a condizioni diverse e dopo aver fatto il punto con i rispettivi partiti. Insomma, al di là delle polemiche sull’opportunità del referendum quando le leggi dovrebbero farle anche alcuni dei proponenti la stessa consultazione, i presidenti non intendono gingillarsi con alcun pretesto: oltre alla botta data contro i politici, i sardi hanno dichiarato che le Province sono quanto meno “impopolari”. La decisione di Tore Cherchi di dimettersi, una scelta fatta con le urne appena chiuse, è stata sposata ieri da Emanuele Cani, segretario provinciale del Pd di Carbonia-Iglesias: «Ancora una volta Tore Cherchi ha dimostrato di avere un grande senso delle istituzioni», ha commentato. Certo i problemi aperti sono davvero tanti. Cani traccia un elenco: c’è da decidere il destino dei 130 dipendenti della Provincia, dei lavoratori in mobilità in forza allo stesso ente e poi i progetti appena fatti. «Ci viene spontaneo chiedere che fine faranno gli 85 milioni di euro della Provincia destinati ad investimenti sul territorio. Chi si occuperà della manutenzione delle strade, degli istituti scolastici e dei servizi di controllo dell’ambiente»?

Il presidente della Provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco, è pronto a farsi da parte: «Mi dimetterò nei prossimi giorni e affiderò il compito di guidare la giunta al vicepresidente, Simona Lobina. Prima mi devo confrontare con i partiti». Ieri mattina Fulvio Tocco ha scritto una lettera al presidente della Regione, Cappellacci, per chiedergli di chiarire «come intende gestire la fase di transizione e quali saranno le soluzioni per le emergenze del territorio finora gestite dalla Provincia». Tocco si è rivolto al presidente della Regione, sicuro di ottenere risposte certe visto che lo stesso Cappellacci è stato un sostenitore del referendum abrogativo. Tra i problemi aperti e indicati da Fulvio Tocco, c’è il piano di salvataggio a mare e la pulizia delle spiagge sul litorale di Arbus: «Dobbiamo preoccuparci ora della sicurezza dei bagnanti su una costa dove il mare è particolarmente pericoloso», afferma Fulvio Tocco. Chi lo farà?

In Ogliastra le decisioni sono state rinviate a sabato, giorno in cui si terrà la seduta del consiglio provinciale con all’ordine del giorno un solo argomento: riflessioni sull’esito referendario. Bruno Pilia, il presidente della provincia, spiega: «Il voto è stato spacciato per anticasta ma così non è. Noi continuiamo la nostra lotta sia sul piano politico che su quello giudiziario – dice Pilia – anche perché ci devono spiegare come faranno a cancellare delle rappresentanze democraticamente elette».

Alla riunione del consiglio provinciale di Lanusei sono stati invitati a partecipare tutti e 23 sindaci ogliastrini, le organizzazioni sindacali, le associazioni del mondo produttivo, le forze politiche e i cittadini che volessero approfondire il problema della rappresentanza. C’è da decidere come dovrà cambiare il potere normativo, sapendo che nella storia del nostro Paese i grandi mutamenti del sistema politico hanno sempre coinciso con la riforma dei poteri locali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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