Addio a Giuliana Lai, compagna di sogni della sorella Maria
Scrittrice, 91 anni, aveva appena pubblicato il libro “Ritagli” Una vita sempre intrecciata con quella dell’artista di Ulassai
di Giacomo Mameli
Avrebbe compiuto 91 anni fra dodici giorni (nata a Ulassai "in una camera al quarto piano che vedeva montagne e mare" il 19 luglio 1921). Lei, che creava arte con stoffe colorate da delicatissimi disegni, avrebbe festeggiato distribuendo le prime copie del suo terzo libro, "Ritagli" edizione raffinata di Insula (gruppo Ilisso) chiudendo la trilogia con "L'erede del corbulaio" (uscito nel 2001, 142 pagine) e "Mi piacerebbe usare bene Word" (131 pagine, 2008, Ad Cagliari). È riuscita vedere la prima copia , ricorda Maria Sofia, figlia maggiore di Rosa Giuliana Lai che si è spenta ieri poco dopo la mezzanotte nella casa di Cardedu, anche questa al centro di "montagne e mare". In mezzo al cortile - fra un vigneto e tanti olivi - una Fontana di Costantino Nivola. La sorella Maria, tra pochi mesi 93 anni, la grande artista-pittrice-scultrice che ancora vuol "tenere per mano il sole", ha pianto in silenzio nella sua cameretta al piano di sotto. "Ho perso mia sorellina, e l'arte ha perso una sua grande e umile interprete", ha sussurrato ai nipoti che le davano la notizia, sparsa in un battibaleno in tutta l'Ogliastra e in Sardegna (i funerali si terranno oggi alle 17 a Cardedu, parrocchia di San Paolo).
Il nuovo libro dà la cifra alta della tensione letteraria di "Giuliana" (il nome col quale veniva comunemente chiamata). In poche pagine sintetizza storia e costume, un secolo di vita con un quadro che solo in pochi sanno tratteggiare. Ricordando uno degli ultimi compleanni della sorella Maria scrive: "Da quando Lola ha novant'anni mi sento anche io sua coetanea, siamo due vecchiette, curve e malferme che vogliono ancora vivere e fare. Quando ci incontriamo, ci specchiamo l'una con l'altra teneramente. Non siamo sole, abbiamo la famiglia vicina".
Ricorda le presentazioni dei suoi libri, il marito Luigi Pisu (ex preside delle scuole di Jerzu). Grande l'amore per il suo paese: "Chi aveva mietuto grano oppure orzo, lo trebbiava e lo spalava a Barigau. Sempre lì, si domavano i cavalli, si faceva il raduno dei buoi da lavoro per le vaccinazioni, e, ripulita, la piazza diventava la pista per i balli nelle feste, con bancarelle, vistosamente addobbate". Poi il capolavoro del libro-copertina rosso fuoco. Diceva di sé: "Una donna ottantina: mi piace cucire, leggere, scrivere, giocare a carte. Vado a cicoria, ascolto musica e mi piace vedere alla televisione le partite di calcio. Con molta fatica e ostinazione tenterò di imparare a usare il computer". Diventata internauta, mandava mail. "Che bel mondo, che mondo nuovo". Nelle ultime pagine di "Ritagli" quasi un congedo: "Sono malata di dentro e di fuori, vado in cerca di qualche cosa che non so e scavo, scavo in fondo, fino a quando trovo una bambina che non voleva farsi baciare, ma amava molto stare in un grembo che la faceva dormire. Ecco, cerco quel grembo, forse, mia figlia mi farà spazio nel suo, tanto capace, fino a quando vi lascerò il vuoto". E questo libro - dice la figlia Sofia - "viaggerà con mamma, lo ha tra le sue mani".
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