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Delitto Garlasco, i Ris di Cagliari: «L’arma che uccise Chiara è stata lavata e messa in uno zaino» – Le ipotesi

di Redazione Web
Delitto Garlasco, i Ris di Cagliari: «L’arma che uccise Chiara è stata lavata e messa in uno zaino» – Le ipotesi

La Procura di Pavia: «Andrea Sempio si è recato direttamente a casa della vittima che lo ha fatto entrare in casa»

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Le analisi affidate al Ris di Cagliari sul delitto Garlasco delineano un preciso mosaico attorno all’omicidio e riguardano le ipotesi sull’arma che sarebbe stata utilizzata per uccidere Chiara Poggi, morta nella casa di via Pascoli nell’agosto 2007. Per quel delitto c’è una condanna, ed è quella di Alberto Stasi che ora potrebbe definitivamente uscire dal carcere in seguito alla riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia che punta i riflettori su Andrea Sempio, un amico del fratello di Chiara, la vittima. 

«L'arma che uccise Chiara lavata o avvolta in asciugamani»: nelle Blood pattern analisys (BPA) – le analisi del modello ematico – condotta dal Ris di Cagliari si ritiene che «l’arma o le armi che hanno ucciso Chiara Poggi siano state lavate accuratamente o messe in uno zaino o in un asciugamani, tanto che fuori di casa non hanno lasciato tracce di sangue». «Com'è noto l'abitazione della famiglia Poggi è costituita da una villetta unifamiliare circondata da giardino con un muro perimetrale e separazione dalla strada pubblica e dalle abitazione confinanti – scrivono i carabinieri del Ris –  gli elementi informativi raccolti negli atti a disposizione del CTI non hanno mai evidenziato la presenza di segni di effrazione sugli infissi esterni dell'immobile».

Per i consulenti della Procura, dunque «tale circostanza rende pressoché acclarato che la vittima abbia aperto quanto meno la porta d'ingresso dell'abitazione al proprio aggressore e quindi lo stesso abbia avuto accesso alla casa attraverso il portone d'ingresso».

E ancora: «Altresì – è la considerazione del Ris – sul percorso contrario di uscita dell'aggressore risulta di rilievo l'assenza pressoché totale di macchie ematiche che, almeno per quanto riguarda l'arma o le armi utilizzate, sicuramente abbondantemente imbrattate di materiale ematico, se trasportate all'esterno avrebbero necessariamente lasciato una serie di macchie».

«Al contrario non vi è traccia di tutto ciò a partire da prima della soglia del portone tanto da far ipotizzare che le armi siano state lavate con estrema attenzione prima di uscire o siano state riposte in un contenitore (esempio zaino avvolte in asciugamani o simili)», concludono i Ris di Cagliari.

La Procura di Pavia

«A fronte del rifiuto di Chiara di vederlo, Sempio si è recato direttamente a casa della vittima che lo ha fatto entrare in casa, senza preoccuparsi del fatto di essere in pigiama né tantomeno di possibili rischi». Questa la conclusione a cui giunge la Procura di Pavia che sostiene la colpevolezza di Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi. Per i pm la responsabilità di Sempio sgretola quella di Stasi. Nella relazione sulle risultanze investigative lette il 6 maggio all'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, i pm di Pavia hanno sostenuto che «l'emersione delle responsabilità di Andrea Sempio si intreccia indissolubilmente con lo sgretolamento della responsabilità di Alberto Stasi». I pm sottolineano anche «evidenti omissioni» negli atti della sezione di Pg della Procura di Pavia nell'indagine precedente a carico di Sempio del 2017 conclusasi con l'archiviazione.

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