Orgosolo: assalto fallito al Postamat

L’innesco dell’ordigno, collegato a una bombola del gas, si è inceppato e i banditi sono scappati senza lasciare tracce

ORGOSOLO. Alle tre della notte tra sabato e domenica, una bombola di gas collegata a un innesco elettrico davanti al postamat di via Locoe, all’ingresso di Orgosolo, fa sfumare, almeno per un po’, i sogni di rinascita del paese, gli appelli alla non-violenza lanciati da una mamma straziata dal dolore per la morte del figlio, e avvolge come una cappa anche la messa che qualche ora dopo si sarebbe celebrata con i vescovi sardi per celebrare i 25 anni di beatificazione di Antonia Mesina.

Poteva provocare danni consistenti, l’ordigno di via Locoe, ma per fortuna l’innesco elettrico non ha funzionato come avrebbe dovuto e il botto tanto atteso dai malintenzionati non c’è stato ma ha provocato solo qualche danno marginale. Ma la paura e il timore di una ripresa degli attentati, nel paese, questo sì.

Proprio affianco all’ufficio postale preso di mira, vive una mamma speciale. Si chiama Rosa Maria Mele ed è diventata celebre, pur senza volerlo, perché è la madre di Francesco Menneas, il giovane del paese morto qualche settimana fa mentre con un complice rapinava una gioielleria di Orani.

Dello scampato pericolo legato alla bomba vicina, Rosa Maria Mele, lo ha capito solo qualche ora dopo, quando in via Locoe ha cominciato a notare un via vai consistente di carabinieri con tanto di artificieri al seguito.

Eppure lei lo aveva scritto, alcuni giorni fa, attraverso internet ai suoi compaesani: «Basta con la violenza, pensate alle cose belle della vita. Non fate come mio figlio che ha buttato tutto via per niente». Un appello diffuso dal suo profilo su Facebook che ha conquistato più di diecimila contatti, condivisioni, prese di posizione, applausi sinceri.

Un appello che ha fatto pronunciare un “grazie” sentito alla stessa Rosa Maria nei confronti di tutti coloro che le avevano manifestato vicinanza.

Ma a distanza di appena qualche settimana, a Orgosolo, l’aria si è fatta di nuovo pesante: solo per un difetto dell’innesco, l’ordigno sistemato la scorsa notte davanti al postamat di via Lollove non è scoppiato. Solo per un errore banale nella confezione della bomba-bombola con la quale i malintenzionati volevano farsi largo e accedere al contante. Ad accorgersi di qualcosa di strano è stato, intorno alle 6.15, un automobilista di Fonni. Sembra che si sia fermato per fare un prelievo di denaro, ma poi evidentemente ha capito che i soliti ignoti avevano tentato il colpo, e così ha avvisato i carabinieri.

Gli uomini della compagnia di Nuoro, guidati dal capitano Giovanni Ricci, e quelli della stazione di Orgosolo, hanno chiesto l’intervento degli artificieri.

Sono stati questi ultimi ad accertare che l’innesco elettrico non aveva funzionato e che la bomba non sarebbe potuta esplodere. La situazione è tornata alla normalità quando il sole era già sorto. Appena qualche ora dopo, il paese avrebbe celebrato con una messa alla presenza dei vescovi sardi il venticinquesimo anniversario della beatificazione di Antonia Mesina.

Dei malviventi non si sono trovate tracce. Gli inquirenti intervenuti immediatamente sperano di raccogliere qualche elemento dalle impronte digitali rilevate e da qualche mozzicone di sigaretta.

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