Centrale a biomasse, bando dell’Eni

Porto Torres, le domande per la progettazione e la costruzione dell’impianto dovranno pervenire entro il 28 febbraio

SASSARI. Domande entro il 28 febbraio per la progettazione e la costruzione della nuova centrale di cogenerazione a biomasse nel polo industriale di Porto Torres. L’opera si inserisce nel piano di riconversione dell’area che passa attraverso il programma della chimica verde. Il bando è stato pubblicato il 22 gennaio sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, mentre l’avviso è stato diffuso ieri da Enipower sui quotidiani. L’investimento per la centrale a biomasse (da 43,5 Mwe) è pari a 200 milioni di euro. I lavori dovranno essere portati a termine entro 32 mesi dal momento dell’aggiudicazione dell’appalto.

L’intesa per la riconversione del polo industriale di Porto Torres era stata raggiunta poco meno di due anni fa, con la firma del Protocollo d’intesa tra Governo, Regione, enti locali, Eni e Novamont che prevede la realizzazione del più grande polo della chimica verde del’Europa. Diversi cantieri sono già stati aperti per l’insediamento dei primi impianti di Matrìca, la joint nata dall’accordo tra Eni e Novamont. Il percorso per la centrale a biomasse è sicuramente quello più complicato, anche per le diffidenze e le perplessità che si porta dietro, in larga parte legate ai possibili rischi per la salute pubblica e l’ambiente.

Gli incontri pubblici e l’analisi della documentazione tecnica, non hanno consentito di ridurre le distanze. E attorno al progetto della nuova centrale continua a girare una esigenza di chiarezza manifestata soprattutto da diverse associazioni ambientaliste e dall’Associazione medici per l’ambiente. Numerose le osservazioni presentate a suo tempo, anche da parte della Provincia di Sassari che ha sollecitato iniziative idonee per prevedere la sostituzione del combustibile Fok (considerato cancerogeno) con il gas. L’altra contestazione - emersa durante le presentazioni pubbliche - riguarda l’eventualità che nella nuova centrale possano essere bruciati rifiuti. Era stato lo stesso amministratore delegato di Enipower, Giovanni Milani, a escludere tale eventualità.

Ora si entra nella fase pratica e sarà necessario un livello di vigilanza elevato, proprio per evitare che vengano realizzate opere difformi rispetto a quanto stabilito dai progetti e dalle Valutazioni ambientali.

Il territorio non può permettersi altri errori e la tutela dell’ambiente diventa l’elemento di forza in un progetto di innovazione che deve essere affiancato dagli interventi per le bonifiche.

Proprio ieri Versalis (la società dell’Eni che ha chiuso l’accordo con Novamont per la chimica verde) ha annunciato una partnership strategica con Yulex Corporation per la produzione di biogomma a base di guayule (un arbusto non destinato a uso alimentare) nell’Europa del sud, affiancato da una centrale a biomasse.

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