La Nuova Sardegna

Cna: l’isola è sempre meno competitiva

Cna: l’isola è sempre meno competitiva

Appello per un confronto sulla programmazione dei fondi. Marras e Porcu: «Da colmare il nostro ritardo in Europa»

23 febbraio 2013
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SASSARI. Il 75% delle regioni d’Europa è più competitiva della Sardegna. Il 98% può contare su un maggior numero di laureati rispetto all’isola, che ha anche una capacità innovativa inferiore di oltre il 90% rispetto alle altre aree della Ue. Mentre il reddito disponibile per le famiglie sarde è di quasi cinquemila euro inferiore alla media nazionale. E il tasso di disoccupazione dei giovani nell’isola è il più elevato tra le regioni italiane,oltre che tra i primi 10 in Europa.

Da questi dati allarmanti, che fanno dell’isola il fanali di coda dell’Europa, nasce il nuovo appello della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola-media impresa. La Cna Sardegna chiede che si apra «subito il confronto per la programmazione delle risorse del quadro comunitario 2014-2020, per disegnare forme dell’intervento pubblico che garantiscano la maggiore efficacia possibile della spesa».

Secondo Bruno Marras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale di Cna Sardegna, bisogna capire anche altre cose. In particolare, «come sono stati spesi i fondi della programmazione 2007-2013, quali progetti sono stati avviati e soprattutto quanti posti di lavoro stabili sono stati creati con le risorse, visto che tra il 2008 e il 2009 si sono registrati 24mila posti in meno per i giovani sardi». Per l’organizzazione di categoria, occorre che i fondi messi a disposizione dall’Ue siano utilizzati anche per colmare il grave ritardo registrato dall’isola in tutti gli aspetti legati alle capacità di produrre e assorbire innovazione.

«Nel piano di sviluppo regionale presentato alla Commissione europea la Regione indica la diffusione dell’innovazione, la promozione del potenziale dell’identità locale e delle tradizioni con la tutela delle risorse naturali», è scritto in una nota diffusa agli organi d’informazione dalla Cna.

«Attendiamo adesso di capire come la Giunta Cappellacci intenda tradurre questi obiettivi in una efficace programmazione delle risorse a disposizione», sottolineano i vertici dell’organizzazione. I quali chiedono soprattutto di capire «come sono stati effettivamente utilizzati in passato i fondi comunitari».

Non è certo la prima volta che la Cna interviene su questi temi che toccano tutte le difficoltà della realtà sociale nell’isola. Gli stessi argomenti che di volta in volta vengono ripresi, magari con accenti e toni leggermente differenti , da Cgil, Cisl, Uil e altre sigle sindacali. Ma in questa fase la Cna dà particolare rilievo all’appello. Perché è chiaro che la soluzione di tanti problemi dell’isola può nascere solo da un’inversione di rotta.

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