Ottana, il mistero delle pecore nere

Un boato ha fatto temere un incidente nella centrale elettrica. L’azienda: tutto in regola, sarà colpa di un rogo di sterpaglie - FOTO

OTTANA. Quando il padrone del gregge ha visto che le sue pecore non erano più bianche, ma quasi nere, forse ha pensato a una sostituzione con quelle della razza di Arbus, una biodiversità in via di estinzione. Invece il gregge aveva cambiato colore. Il pastore, di solito, sta attendo ai ladri, soprattutto di notte. Qui però, non c’era lo zampino degli abigeatari, che non fanno la tintura alle pecore, ma le portano via. Alzando gli occhi ha visto le ciminiere altre 188 metri e ha pensato che fosse quella la causa della trasformazione del gregge. In alcuni allevamenti delle campagne tra Noragugume e Ottana le pecore hanno cambiato colore. Non sono proprio nere, si va dal grigio scuro al cenerino. È nero, invece, il materiale caduto sul pascolo, ben visibile sull’erba a foglia larga. Si tratta di una specie di fuliggine che si polverizza fra le dita. Attorno alla mezzanotte di domenica nella zona e a Ottana è stata udita un’esplosione. Anche per questo si è pensato alla fabbrica. Ottana Energia, che gestisce la centrale, spiega la causa del boato, ma smentisce che possa aver causato emissioni di sostanze che hanno scurito la lana bianca di pecore e agnelli. «La centrale di Ottana Energia – si legge in una nota dell’azienda – come grande impianto di combustione è soggetto a norme che prevedono il monitoraggio e la registrazione costante oraria dei parametri emissivi che sono accessibili a chiunque li richieda. La rilevazione dei dati, come accertato stamane dalla visita degli enti di controllo (Arpas), ha accertato il rispetto continuativo dei limiti di legge per cui non c’è stato nessun superamento». Per quanto riguarda il boato, «riguarda l’attivazione di una valvola di sicurezza posta in cima alla caldaia e che sfiata l’eventuale vapore (e quindi acqua) in eccesso provocando normalmente molto rumore». Ottana Energia precisa ancora che «a detta degli operatori più anziani presenti in stabilimento dal 1975, mai si sono avuti casi di fuliggine della centrale nelle vicinanze di Ottana. Non riteniamo quindi possibile – conclude – che, nel rispetto dei limiti emissivi, si possano verificare fenomeni come quello della fuliggine apparsa in zona di Noragugume, ma è più probabile che qualche incendio di sterpaglie possa essere all’origine del fenomeno». Ieri sono intervenuti sul posto gli agenti del Corpo forestale di Bolotana, che hanno delimitato l’area dove è stata riscontrata la presenza di fuliggine (circa 700 ettari). Poi hanno avviato gli accertamenti. Controlli sono stati eseguiti anche dai tecnici dell’Arpas e da personale della Asl. La paura è che le pecore bruchino l’erba sulla quale si sono posate le sostanze sconosciute e che queste finiscano nel ciclo del latte e della carne. Sulla natura della fuliggine si attendono invece gli esiti degli esami dell’Arpas.

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