La bellezza corre sul filo di una lama

A Pattada apre un museo tutto dedicato a “sas resolzas”

CAGLIARI. La lama, affilatissima e dalla forma “a foglia di mirto”. Il manico, in corno, privo di qualsiasi molla o fermo. Quello della lavorazione de “sa resolza”, il magnifico coltello prodotto a Pattada, è un segreto custodito gelosamente che si tramanda da generazioni. Oggetto da collezione per intenditori oggi, ma strumento indispensabile nella vita agropastorale in passato, a questo utensile è dedicato il Museo del coltello e del ferro battuto che domani mattina, nel cuore di Pattada, aprirà i battenti.

Si tratta di un museo unico nel suo genere in Sardegna, e forse unico anche in Italia, ispirato com’è dalla voglia di raccontare un pezzo di storia che non è solo quella del coltello a serramanico diventato il simbolo della Sardegna nel mondo, ma di un’intera cultura che per secoli ha accompagnato la vita di un paese.

«Un museo del coltello esiste già da noi _ ha spiegato ieri l’assessore alla Cultura di Pattada, Filippo Corveddu, durante una conferenza stampa _. E’ il Culter, che ospita lame provenienti da tutto il mondo. Domani, invece, andremo ad aprire un discorso diverso». Soprattutto, un discorso tutto locale perché il nuovo museo, continua Corveddu, «è imperniato sulla storia della metallurgia e della lavorazione del ferro battuto, che nei secoli a Pattada ha segnato la storia».

Ecco allora che davanti agli occhi del visitatore non ci saranno soltanto lame e coltelli di diversa foggia e prodotti in epoche storiche diverse, ma anche altri manufatti, compresi macchinari e attrezzi di lavoro, capaci di documentare non solo l’importanza di queste attività per il paese, ma anche l’elevato grado di saperi raggiunto, che ha permesso ai coltellai pattadesi di divenire dei sopraffini artigiani senza pari.

L’inaugurazione di domani, che avrà per ospite la Brigata Sassari, s’inserisce all’interno della X Biennale del coltello, ed è solo il primo degli eventi dell’estate pattadese in programma sino al 22 settembre. Un cartellone di appuntamenti che dal 1° al 4 agosto propone anche quattro giorni intensi di confronti e dibattiti organizzati dall’associazione Lamas nella seconda edizione de “S’ischola de su trabagliu”, la scuola del lavoro, che quest’anno avrà per tema portante il lavoro delle donne.

«Ci sono almeno dieci settori lavorativi in cui le donne sono in maggioranza rispetto agli uomini _ ha spiegato la presidentessa di Lamas, Maria Antonietta Mongiu _ Il nostro scopo è costruire occasioni di confronto in cui avere il contributo di donne che nel loro campo hanno lasciato un’impronta, ma anche quello di donne che abbiano voglia di offrire il loro punto di vista o la loro esperienza».

Nutrita è la lista delle relatrici, anche se molte devono ancora dare la conferma. E’ già certa però la presenza della vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, della scrittrice Michela Murgia, dell’economista Antonella Crescenzi, della ricercatrice Maria Del Zompo. Tra le novità dell’edizione targata 2013 della rassegna, ci sono la presenza di venti ragazze tra i sedici e i trent’anni di origine pattadese, ma residenti fuori, che saranno ospitate in modo da avere la possibilità di costruire un ponte con le loro origini, e la possibilità per donne tra i diciotto e i trent’anni di partecipare alla manifestazione per l’intera sua durata, al solo prezzo di cento euro per pernottamento e vitto.

Non è tutto: le donne che attraverso una tesi di laurea, un altro scritto o una esperienza vogliano contribuire ad arricchire il dibattito potranno farlo. Informazioni si possono avere scrivendo all’indirizzo mail: lamaspattada@gmail.com.

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