Il listino dei cinque deciso da Cappellacci
Tra i nominati, due sono indagati dalla Procura di Cagliari: Cadau e Neroni Sui nomi accordo secco fra Pdl e Udc. Il centrosinistra: «È uno scandalo»
di Umberto Aime
CAGLIARI
Scelti e nominati, i primi cinque commissari delle Province da liquidare subito, in sessanta giorni. Sono Pietro Cadau per Cagliari, Pasquale Onida Medio Campidano, Roberto Neroni Sulcis, Antonello Ghiani Ogliastra, chiude Francesco Pirari, che andrà in Gallura.
Listino. A scriverlo, è stato Ugo Cappellacci e pare lo abbia fatto in solitudine, poco prima della giunta di ieri pomeriggio. Da molte parti dicono che i suoi alleati, in un modo o nell’altro, si siano tirati fuori dalla decisione, e lasciato le nomination nelle mani del presidente della giunta, per evitare che continuassero le malvagità su spartizioni e nomine lottizzate. Sin dall’inizio i Riformatori si sono alla larga dal pericoloso elenco, lo stesso avrebbero fatto i Fratelli d’Italia e l’Mpa, mentre qualcuno accenna a un consulto decisivo, intorno all’ora di pranzo, fra Cappellacci e il leader dell’Udc Giorgio Oppi. Sarebbe servito a verificare che le cinque caselle fossero state riempite bene. Alla fine, a Villa Devoto, nessuno ha protestato e in serata la giunta ha approvato all’unanimità il listino del presidente.
Chi sono i cinque. Bene o male hanno tutti una matrice democristiana e legami più o meno forti col Pdl e l’Udc. Due di loro sono accomunati anche da alcuni problemi con la giustizia. Pietro Cadau è sotto inchiesta, con l’ex sindaco di Cagliari e ora senatore del Pdl Emilio Floris, per la delibera del 2011 che salvava i baretti del Poetto. Roberto Neroni, a sua volta, è sotto processo sempre a Cagliari per il crac della Municipalizzata di Carloforte: faceva parte del collegio dei sindaci. Fra gli imputati per questa bancarotta c’è anche Cappellacci, era lui il presidente del consiglio d’amministrazione, e ieri sul reato è stato interrogato dal magistrato preliminare. Sono due le macchie, per il resto i curricula raccontano di storici servitori della Regione, o in vari enti locali e società collegate,
Cagliari. Pietro Cadau, ottantenne, è stato per anni direttore generale e primo uomo-macchina del comune capoluogo di Regione. Andato in pensione, nel 2010, l’allora sindaco Floris gli riserva immediatamente una poltrona-paracadute nel consiglio d’amministrazione di Abbanoa. Società pubblica che presiede fino al 2011 prima d’essere scaricato dallo stesso gruppone di partiti, ormai preoccupato dai debiti del super ente. Ultimo incarico conosciuto: commissario comunale a Senorbì, da gennaio fino alle elezioni di maggio.
Medio Campidano. Sulla matrice democristiana di Pasquale Onida, classe 1942, non ci sono certo dubbi. Con la Dc e le successive frantumazioni ha fatto tutto: presidente della Provincia, a Oristano, consigliere regionale dall’84 al 2005, assessore ai lavori pubblici nella giunta Pili e anche consigliere d’amministrazione della Sfirs. Al Pdl è arrivato attraverso Forza Italia e dopo un passaggio veloce nel Partito del popolo sardo, costola del Cdu, ora scomparso.
Sulcis. Roberto Neroni, commercialista, fino alla pensione è stato un alto dirigente della Regione. Storico direttore generale dell’assessorato ai Trasporti, ha chiuso la carriera al Lavoro. L’anno scorso era classificato all’ottavo posto nella top ten dei dirigenti più pagati: oltre 135 mila euro. Nel primo incarico, è stato fra i padri tecnici della continuità territoriale dell’era Cappellacci. Con lui ha un ottimo rapporto, fino a esserne diventato consigliere da quando il governatore ha assunto a interim l’assessorato dopo l’addio del Psd’Az alla giunta.
Ogliastra. Antonello Ghiani è stato fra i dirigenti di prima fascia più longevi dell’assessorato regionale alla Sanità. C’è chi lo posiziona nella grande area centrista (Udc?) anche se nel 2009 il fratello Nino era candidato col Pdl alle Regionali. Ultimi incarichi noti: commissario comunale a Oristano e a Iglesias.
Gallura. Francesco Pirari, ingegnere nuorese, classe 1936, con gran parte della carriera trascorsa nel Comune barbaricino, per 22 anni è stato direttore del settore Urbanistica. Nel 1980 è lui a firmare il piano urbanistico. Poi il trasferimento, nel 2003, a Sassari e la nomina a direttore del servizio Edilizia privata del Comune.
Polemiche. D’ogni genere. Compresa quella dell’M5S di Carbonia per «la scelta assurda di un indagato» . È stato invece il segretario del Pd, Silvio Lai, a contestare Cappellacci, con ironia «alla fine la montagna ha partorito il topolino», per poi aggiungere «il disastro è finito nella polvere con cinque vecchie glorie». Subito dopo Il senatore Luciano Uras (Sel) ha ribadito che «contro un atto di arroganza finalizzato a trarre vantaggi elettorali, chiederemo l’intervento del governo». Duro anche il commento di Salvatore Lai (Idv): «Dove il centrodestra mette mano, fa solo danni». Ai tre hanno replicato Villa Devoto («Altro che topolini, il centrosinistra è un gambero») e i Riformatori: «Pd e altri continuano a combattere battaglie di retroguardia».
Fra oggi e domani i commissari prenderanno possesso degli incarichi.
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