Stazzi, il Qatar ridimensiona i progetti

Conferenza di servizi per i primi cinque interventi: meno lusso e rispetto delle parti storiche con ampliamenti limitati

INVIATO A PORTO CERVO. La cultura gallurese più forte dello stile smeraldino. Il Qatar si converte all’architettura povera degli stazzi e dai progetti di ristrutturazione delle 24 case rurali della Costa Smeralda fa sparire colonne, elementi architettonici smeraldini, piscine davanti all’ingresso, colori moderni sulle facciate. Meno residenze di lusso, più case galluresi, in cui la parte storica verrà ristrutturata in modo conservativo, con un'attenzione maniacale ai dettagli. Concessa invece una interpretazione moderna dell’ampliamento del 25 per cento, come previsto dal Piano casa.

L'ufficio tecnico del Comune di Arzachena e i responsabili della Soprintendenza hanno guidato la mano del team di architetti e ingegneri qatarini coordinati da Tonino Fadda. I primi cinque progetti di ristrutturazione dei 24 stazzi sono pronti per affrontare il giudizio della Conferenza di servizi. Già approvati, alla fine di agosto dopo continui rinvii, gli ampliamenti degli unici tre stazzi che si trovano nella fetta di Costa Smeralda del comune di Olbia.

I primi disegni, ereditati dai nuovi padroni di Porto Cervo dalla gestione americana di Tom Barrack, sono solo un ricordo. Il Qatar li ha cestinati e ridisegnati. Il Comune per primo aveva “bocciato” la proposta degli stazzi trasformati in moderne ville Smeralde. E pur essendo relegato a un ruolo di spettatore dall’iter tutto tecnico del Piano casa, l’amministrazione di Alberto Ragnedda aveva fatto capire di non gradire per niente la cancellazione dell’architettura gallurese.

Negli ultimi mesi, tecnici qatarini, comunali ed esperti della Soprintendenza hanno iniziato lo studio delle carte storiche del territorio per risalire alle forme originali dei fabbricati rurali nel portafoglio del fondo di investimento del Qatar. Lungo l'elenco di prescrizioni arrivate dall’ufficio tecnico. Prima fra tutte: la ristrutturazione conservativa della parte storica, nel colore, nelle linee, nei materiali e ripulita di tutti i fronzoli smeraldini. L'ampliamento delle strutture, previsto dal Piano casa, sarà realizzato dietro la parte storica ristrutturata ed è concessa un’interpretazione moderna dei canoni stilistici galluresi.

I primi 5 interventi sono stati già messi su carta. Ne fanno parte gli stazzi di Monti Tundi, Putzu Ruju, Piriddolu e Montigghiddu.

A Piriddolu, a due passi dalla frazione di Abbiadori, ci sono tre edifici immersi nella macchia mediterranea. Solo uno però può essere chiamato stazzo. È quello utilizzato da qualche anno come punto di appoggio per le guardie giurate del Consorzio Costa Smeralda. Alle spalle della parte storica di 84 metri quadri, che verrà riportata al suo colore originale, non l’attuale rosa, e depurato di alcune stanze aggiunte in epoca moderna, verranno realizzati 50 metri quadri di ampliamento. Prevista anche una piscina di 45 metri quadri. L’altro edificio di Piriddolu, distante un centinaio di metri dallo stazzo rosa e arrampicato sulla collina, è di 25 metri quadri e porta la data di costruzione sul comignolo: 1906. Da casetta della paglia era stata trasformata in piccola scuola. Qui sarà fatto un ampliamento fra i 10 e 15 metri quadri, sempre alle spalle della parte storica. Sul terzo fabbricato, senza tetto e con le pareti ormai crollate, la Soprintendenza ha chiesto uno studio più approfondito per capirne meglio l’origine.

Di grande impatto per lo splendido panorama sul mare lo stazzo di Putzu Ruju, abbandonato ormai da anni. 80 metri quadri su cui Comune e Soprintendenza hanno messo un’attenzione particolare per indicare i parametri di ristrutturazione. Anche in questo caso l’ampliamento, un soggiorno di 26 metri quadri, sarà realizzato alle spalle. La piscina di 35 metri quadri, inizialmente ipotizzata in bella vista, sarà nascosta fra la vegetazione, sul lato destro della casa, in un piano più basso, fra cespugli e pale di fico d’India. Parte nuova e vecchia saranno collegate da un corridoio di 5 metri in legno e cristallo. Tutto intorno, la vegetazione tipica della macchia mediterranea, cresciuta in modo selvatico, sarà domata con una potatura conservativa. Nessun albero potrà essere sacrificato.

È di soli 9 metri quadri la stanza che potrà essere autorizzata in conferenza di servizi per lo stazzo di Montigghiddu, che è di 42 metri quadri. Concessa anche una piscinetta grande poco più di una vasca.

Resta al vaglio del Qatar la richiesta del sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda. Restaurare in modo conservativo tre antichi stazzi, considerati pezzi di storia dell’identità di Arzachena. Per poi cederli al Comune che li inserirebbe in un percorso storico-culturale.

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