Liste a 5 Stelle pronte, ma servono le firme

Appello ai consiglieri perché ci sia una adesione tecnica e i due mini partiti non siano esclusi

SASSARI. Un sottile e diabolico paradosso lega i partiti tradizionali alla sopravvivenza del Movimento 5 Stelle. O meglio dei suoi figli non ufficiali. Dopo il no di Beppe Grillo all’uso del simbolo sono nate due liste last minute. Entrambe legate al mondo a 5 Stelle. Ma i tempi sono troppo stretti perché riescano a presentare le 5mila firme indispensabili per certificare le liste. Sia “Onestà e progresso”, sia “Nuovo movimento Sardegna” lavorano perché un consigliere regionale faccia una adesione tecnica ai due partiti. In questo modo non dovrebbero raccogliere le firme. «Un atto di generosità e di amore per la democrazia – dice Beppe Chironi, attivista a 5 Stelle, tra i promotori della lista Nuovo movimento –. Darebbe a tante persone la possibilità di poter votare». E forse gli attivisti confidano anche che qualche consigliere, magari non ricandidato dal proprio partito, sia attratto dalla irresistibile voglia di aprire le porte della democrazia ai 5 Stelle. Sulla carta una armata invincibile. Alle politiche i grillini avevano raggiunto il 29% dei consensi. Erano il primo partito con 270mila voti. «Non vogliamo disperdere questo consenso – continua Chironi –, né il lavoro fatto in questi anni da tanti attivisti certificati come me. Qua non ci sono anime in contrasto. Nella nostra lista sono rappresentate tutte le sensibilità. Vogliamo solo avere la possibilità di poterci candidare. Le liste sono pronte in tutte le otto circoscrizioni. E anche il candidato governatore non sarà scelto tra i nomi circolati in queste ore. Al contrario sarà una figura di garanzia. Noi vogliamo dimostrare che gli ideali a 5 Stelle vanno al di là di Beppe Grillo. Siamo maturi per andare anche da soli. Ma senza una adesione tecnica raccogliere tutte le firme sarà complicato. Siamo pronti a presentare anche ricorso». Lo stesso appello arriva anche dall’altra lista “Onestà e progresso”. «Confidiamo nell’atto di coraggio di un consigliere regionale – dichiara uno dei responsabili della lista Michelangelo Serra –. In questo modo sarà possibile anche per noi correre in queste elezioni. Abbiamo liste pronte in sei collegi. Per il nome del governatore decideremo mercoledì». Ma a mettere a rischio la presenza dei grillini alle regionali è la stessa frammentazione che fino a oggi li ha paralizzati. Le due liste non sono riuscite a fare sintesi e concentrare gli sforzi. Andranno da sole. Forse. (l.roj)

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