In regalo un dépliant sul museo dei “sassarini”
SASSARI. Il Museo storico della Brigata "Sassari" è da vent'anni un punto fisso nell'itinerario di chi visita i non molti monumenti che la città di Sassari può offrire ai suoi ospiti (non meno che...
SASSARI. Il Museo storico della Brigata "Sassari" è da vent'anni un punto fisso nell'itinerario di chi visita i non molti monumenti che la città di Sassari può offrire ai suoi ospiti (non meno che ai suoi cittadini). La sede è a Sassari in piazza Castello 9, all’interno della Caserma Lamarmora, e si può visitare su prenotazione con orari da concordare (telefono 079-208511). Il bel dépliant che accompagna oggi il primo volume della collana "Le guerre dei sardi" ne è una guida illustratissima e ricchissima di informazioni.
Il museo non è conosciuto soltanto ai sassaresi e soltanto ai sardi, ma gode di una risonanza nella memoria e negli affetti civici di tutti gli italiani.
La storia della Brigata è nota. Nel gennaio del 1915, quando la guerra mondiale era già scoppiata fra tutte le grandi potenze europee, lo Stato maggiore italiano decise di rafforzare l'esercito. L'Italia, a quel punto, non era ancora entrata in guerra: e anzi era ancora incerta se tenere fede al patto della Triplice Alleanza o schierarsi a fianco di Inghilterra, Francia e Russia per liberare Trento, Trieste e le altre terre ancora austriache.
Così si decretò la costituzione di una nuova Brigata cui sarebbe stato dato il nome di Sassari, anche se i due reggimenti chiamati a farne da base, il 45 e il 46, stavano nelle due città principali dell'isola. Con il rinforzo di altre truppe nacque così a Sinnai il 151° Reggimento, e a Tempio il 152° .Gli ufficiali superiori erano quasi tutti ufficiali di carriera "continentali", gli ufficiali subalterni erano in gran parte sardi e quasi tutti sardi erano i soldati: e quando, scoppiata la guerra, nel novembre del 1915 la Brigata conquistò sul Carso, con grande sacrificio di uomini, le munitissime trincee dei Razzi e della Frasche, il bollettino del Comando supremo citò "gli intrepidi Sardi" della Brigata che aveva compiuto l'impresa. Nacque il mito della "Sassari", consacrato da due medaglie d'oro alla bandiera di ciascun reggimento. Un mito al quale contribuì anche il valore dimostrato dai “sassarini” nelle fasi successive della prima guerra mondiale, e in paricolare nel terribile “anno sull’Altipiano”, il 1917, raccontato da Emilio Lussu in uno dei suoi libri più belli.
Sciolta all'armistizio dell'8 settembre 1943, la Brigata fu ricostituita come Brigata meccanizzata nel 1972: i suoi uomini stanno oggi a Sassari, Cagliari, Macomer e Teulada. Nella Caserma Lamarmora di piazza Castello fu creato, nel 1992, il suo Museo storico, su progetto di Augusto Oppo e la consulenza scientifica di Manlio Brigaglia e Giuseppina Fois. I ricordi di nomi e di fatti antichi ma anche recenti rivivono nelle sue sale.
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