La tromba di Fresu sulle cime del Trentino

Celebrazioni per la Grande guerra. Il musicista di Berchidda e Riccardo Muti le star del programma varato dal governo Renzi

ROMA. Un grande concerto con Riccardo Muti che dirigerà il “Requiem” di Verdi a Redipuglia, Paolo Fresu con la sua magica tromba che suonerà il “Silenzio” sulle montagne di Folgaria, il film di Ermanno Olmi, uno dei grandi maestri del cinema italiano, girato sull'altopiano di Asiago. E poi restauri dei memoriali e dei sacrari, filmati storici e documentari che ricostruiscono le vicende belliche, mostre, convegni, pubblicazioni, progetti per le scuole, mappe multimediali per riscoprire i luoghi del conflitto. Superata l'impasse di un doppio cambio di governo, coinciderà con l'avvio del semestre italiano di presidenza dell'Unione europea la partenza delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra. Iniziative e progetti non mancano, con finanziamenti pubblici per 28 milioni di euro tra il 2014 e il 2018.

«A 100 anni di distanza, il miglior modo di festeggiare questo anniversario è capire quello che è successo, come capire perché oggi si parli ancora di conflitti», dice Ermanno Olmi, che a quasi 83 anni ha affrontato il gelo della neve dell'Altopiano dei Sette Comuni (Asiago) per girare una sola notte di trincea del suo “Torneranno i prati”, dedicato proprio al primo conflitto mondiale. Uno sguardo d’autore sulla guerra nelle sue dimensioni più legate all’essenziale della condizione umana, un toccante inno alla pace. E così anche l'obiettivo delle celebrazioni nazionali diventa quello di costruire un «grande percorso storico, culturale destinato a confluire nel Memoriale virtuale della Grande Guerra», non un nuovo luogo fisico, come spiegano dalla “Struttura di missione” della presidenza del Consiglio per le celebrazioni, ma una sorta di “portale dei portali”, che conservi la memoria anche per le generazioni future.

Si parte il 28 giugno, il giorno fatidico in cui cento anni fa il giovane Gavrilo Princip assassinò l'erede al trono Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia accendendo la scintilla che fece scoppiare il conflitto, con la partecipazione alla Sarajevo Heart of Europe, la settimana internazionale dedicata alle commemorazioni, alla quale l'Italia porterà un concerto che si sta definendo proprio in questi giorni. Il 6 luglio in Friuli è invece di scena la bacchetta del grande Riccardo Muti, che a Redipuglia dirigerà il “Requiem” verdiano in un concerto organizzato dal Ravenna Festival e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Il 27 luglio in Trentino è la volta di Paolo Fresu che ricorderà la Grande Guerra suonando il “Silenzio” sull'altopiano di Folgaria, in suggestiva staffetta con tanti altri grandi trombettisti che intoneranno le stesse note in altri luoghi significativi d'Europa. E a settembre è probabile una preview al Festival di Venezia del film di Olmi, protagonista un intenso Claudio Santamaria.

Ma non solo. Con i fondi stanziati dalla finanziaria, in tutto 28 milioni di euro suddivisi in cinque anni (8 milioni per il 2014, 5 milioni per il 2015,2016,2017 e 4 milioni per il 2018) si provvederà al restauro e al recupero dei luoghi teatro del conflitto, nonché alla creazione o al riallestimento di spazi museali. In tutto nove gli interventi di restauro previsti di concerto con il ministero della Difesa per sei sacrari in Italia (RediPuglia, Cima Grappa, Asiago, Montello, Caduti d'Oltremarie, Oslavia) e tre cimiteri militari italiani all'estero (Bligny in Francia, Mauthausen in Austria, Caporetto in Slovenia). Ai lavori di restauro si aggiungerà poi la catalogazione dei monumenti ai caduti della prima guerra mondiale in tutta Italia e la valorizzazione dei luoghi della memoria. E si ricorrerà anche alle nuove tecnologie. Grazie infatti ad un accordo tra ministero della Difesa, associazione nazionale alpini e Consiglio nazionale delle ricerche si farà poi una mappatura dei luoghi teatro del conflitto con un sistema integrato e multimediale e app che permetteranno anche di costruirsi un proprio personale percorso di visita. Mentre altre iniziative coinvolgeranno in un percorso didattico le scuole, dalle elementari ai licei.

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