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colpo grosso della polizia di cagliari

Assassino in carcere dopo 18 anni

Assassino in carcere dopo 18 anni

Albanese, aveva ucciso e chiuso nel frigo una prostituta di 24 anni

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CAGLIARI. Nessuno stava più cercando il carnefice di Anila Hetay, prostituta albanese di 24 anni, uccisa e fatta a pezzi nel ’96. Il corpo della vittima era stato scoperto nel frigorifero di una casa di campagna di Flumini di Quartu. L’omicida, condannato all’ergastolo, David Lekay, un connazionale che ora ha 46 anni, risultava morto diversi anni fa in un incidente stradale avvenuto in Albania. Lo schianto però era solo una farsa e l’uomo, tradito dalle impronte digitali, è stato arrestato due giorni fa a Durazzo grazie alle indagini della squadra mobile di Cagliari.

La vicenda risale a 18 anni fa quando, il 5 ottobre del 1996, nelle campagne del Cagliaritano, gli inquirenti avevano scoperto il corpo di una giovane albanese. La ragazza era stata picchiata a morte, perché - ipotizzano gli inquirenti - non accettava di prostituirsi come invece pretendeva il suo convivente Lekay. Sul corpo della vittima erano stati trovati anche i segni di frustate inferte con cavi elettrici. Erano subito state avviate le ricerche ma dell’uomo, che probabilmente faceva parte di un’organizzazione che gestiva lo sfruttamento della prostituzione, non era stata trovata traccia, forse perchè Lekay aveva deciso di rifugiarsi in patria. Poco dopo si era venuto a sapere che il ricercato era deceduto in un incidente stradale: caso chiuso. L’inchiesta è stata riaperta poco più di due anni fa, quando gli inquirenti sardi si sono accorti che nel database della polizia erano state registrate le impronte di quello che doveva essere il defunto Lekay, sotto il nome di un altro connazionale - suo cugino - sbarcato e fotosegnalato a Bari nel 2001. Gli inquirenti hanno così intuito che il ricercato era ancora vivo e sono scattate le richieste ai servizi internazionali di polizia di diversi paesi. L’uomo, infine, è stato rintracciato a Durazzo, dove la polizia albanese l’ha arrestato su mandato internazionale della procura di Cagliari.

«Il mio plauso va alla squadra mobile e ai suoi uomini che sono riusciti a risolvere un caso così efferato dopo quasi vent’anni» ha sottolineato il questore di Cagliari, Filippo Dispenza. Per il presunto assassino sono già state avviate le pratiche per la richiesta di estradizione.

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