Mario Rosas firma le foto di queste pagine La Festa di generazione in generazione
Sapevo che sarebbe arrivato Sant’Efisio per la fretta e l’entusiasmo con cui, mio padre Renzo, imbobinava a mano la pizza di pellicola FP4. Sant’Efisio era nell’aria ancora prima che la processione...
Sapevo che sarebbe arrivato Sant’Efisio per la fretta e l’entusiasmo con cui, mio padre Renzo, imbobinava a mano la pizza di pellicola FP4. Sant’Efisio era nell’aria ancora prima che la processione arrivasse, il cocchio uscisse dalla storica chiesetta di Stampace, i petali di rosa fossero già sparsi a terra. Sant’Efisio è sempre stato, più che nella festa, nell’attesa del suo arrivo. Sin da bambino ho visto la Festa del 1° maggio, ma ho iniziato a ritrarla a quindici anni. Con una Rolleiflex 6x6. Oggi c'è il digitale. L'immagine è immediatamente visibile. Ciò era impensabile quando ho iniziato e sino alla fine degli anni novanta. Ricordo che dopo la fatica e l'impegno della mattinata, al rientro a casa bisognava sviluppare le pellicole, e solo dopo aver visto i rulli, stavi tranquillo. Durante la sfilata, la bellezza dei volti seri e austeri delle donne in costume, i visi sorridenti dei bambini, il cavallo imbizzarrito, la folla dei turisti erano momenti irripetibili da immortalare. Raccontare il fermento, la devozione, la gioia di esserci e farlo attraverso uno scatto è un rito che aspetto di ripetere ogni anno. Sant’Efisio è un’immagine che passa di mano in mano e che dal bianco e nero ai colori, non smette di suscitare le stesse emozioni. Di generazione, in generazione.
Mario Rosas
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