La Nuova Sardegna

Ottimi malloreddos, deliziose pardulas

di Pasquale Porcu

Per gustare i piatti della festa anche pranzi veloci in trattoria con menu da quindici euro

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CAGLIARI. Sant’Efisio, come tutte le grandi feste tradizionali, coinvolge migliaia di persone che affollano la sfilata del 1° maggio sia per motivi religiosi che per motivazioni più laiche. In questo senso non c’è ricorrenza che stravolga le tradizioni gastronomiche come la festa di Sant’Efisio. Il motivo è semplice: chi viene dall’hinterland con i pullman, finita la processione, vuole mangiare un boccone prima di andare alla Fiera Campionaria. Chi ha più tempo a disposizione va in trattoria e in ristorante intorno alle 14 e si permette di stare a tavola per un paio di ore.

Proprio per venire incontro alle diverse esigenze gli operatori del Consorzio centro storico hanno suggerito ai propri associati di puntare su proposte rapide, economiche e “facili”. «Per questo motivo – dice Andrea Bozzo, presidente del Consorzio – offriremo da mangiare dalle 11,30 fino alle 17. Un primo, un secondo, una frutta e acqua minerale a 15-20 euro. I nostri operatori sanno che ci saranno migliaia di persone e quindi dovremo offrire un buon servizio a prezzi contenuti. A chi ha più tempo offriremo menu di più portate a 25- 35 euro. Naturalmente gli extra, come vino, Coca Cola etc. si pagano a parte».

I piatti proposti saranno quelli della tradizione: ravioli alla campidanese (con ricotta e bietole o con carne) e malloreddos, linguine con ricci di mare o bottarga, zuppette di cozze e vongole, risotto alla pescatora, fregula (con la “U”) con arselle. E ovviamente la classica burrida, con aceto, noci e cipolle. E poi chi vorrà potrà mangiare il classico porcetto da latte alla brace.

«Non ricordo alcun piatto cagliaritano legato indissolubilmente alla festa di Sant’Efisio – dice l’enogastronomo Vittorio Balconi –. Nelle case e nei locali pubblici si mangiano i piatti della tradizione preparati con prodotti di stagione: molto pesce, anche povero, ricci di mare, favette fresche, carciofi, burrida e pardulas candelaus, pabassinas, pirichittus, amarettus».

Naturalmente c’è chi partendo dalla tradizione tende a elaborare piatti semplici ma ben preparati. «Per esempio – dice il ristoratore Giancarlo Deidda – dei malloreddos con gamberoni rossi appena scottati e poco pomodoro o lorighittas con asparagi e calamaretti o pesce Sampietro e asparagi. E perché no?, una fritturina di pesce con fiori di zucca in tempura. Proposte che possono essere trovate anche in alcuni ristoranti che, proprio per Sant’Efisio, offrono piatti composti e rapidi stando sotto i 20 euro». Il tutto da accompagnare con i grandi bianchi e rossi sardi, Vermentino, Cannonau e Nasco in testa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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