La Nuova Sardegna

La guerra dei sardi, DA OGGI IL quinto volume

L’eroica Brigata Sassari Nascita di una leggenda

di Salvatore Tola
L’eroica Brigata Sassari Nascita di una leggenda

Il quinto volume della collana «Le guerre dei Sardi» «Storia della Brigata Sassari» di Giuseppina Fois, seconda parte già l’opera «Il valore dei Sardi in guerra» di Medardo Riccio aveva finito per...

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Il quinto volume della collana «Le guerre dei Sardi» «Storia della Brigata Sassari» di Giuseppina Fois, seconda parte già l’opera «Il valore dei Sardi in guerra» di Medardo Riccio aveva finito per mettere in primo piano la Grande Guerra, nel corso della quale quel valore aveva avuto le sue massime espressioni con le gesta della Brigata «Sassari». Ora questa attenzione si concentra, perché ai tre volumi di Riccio stanno facendo seguito, nella collana «Le guerre dei Sardi» edita dalla «Nuova», i due della «Storia della Brigata Sassari» della storica sassarese Giuseppina Fois.

La settimana scorsa è uscito il primo, che presentava il quadro degli eventi visto attraverso testimonianze e documenti e poi lungo le pagine dei «Diari» scritti giorno per giorno dai protagonisti, al fronte. Il secondo, che viene distribuito da oggi (al costo di euro 5,90 più il prezzo del giornale), si snoda invece in una serie articolata di testi che mostrano come le azioni di guerra, e in particolare le imprese della “Brigata”, sono state viste dalle più diverse angolature.

Una prima sezione comprende gli articoli scritti per i quotidiani dagli inviati speciali. Come Luigi Barzini, che raccolse la testimonianza di un ufficiale austriaco: «Ci sono venuti addosso» raccontava dei «sassarini», «con la baionetta fra i denti… silenziosi, terribili, pronti ad adoperare qualunque arma…».

Mentre Benito Mussolini descriveva il loro trionfo a Vicenza dopo la conquista di Col del Rosso: «I piccoli, silenziosi, eroici figli dell’isola ferigna sono stati salutati da tutta la popolazione che si è recata in massa a incontrarli».

Segue la sezione dedicata alla memorialistica, libri e articoli scritti tra il 1918 e il 1964 da Bellieni, Graziani, Lussu, Dessì ecc. La ricostruzione dei fatti torna a farsi più viva e bruciante nelle testimonianze di cinque reduci rintracciati nelle diverse contrade dell’isola: Salvatore Ollargiu ad Arbus, Antonio Masala a Cagliari, Settimio Cauli a Orroli, Raimondo Pilia a Esterzili, Antonio Aisoni a Nuchis. Vengono poi, prima dei documenti ufficiali, i testi dei poeti che hanno dato – in sardo e in italiano – il loro contributo alla creazione del mito della Brigata. Emergono così le motivazioni profonde di quel «valore» e le conseguenze che gli eventi hanno avuto nei decenni successivi, a partire dalla costituzione, come sviluppo del movimento combattentistico, del Partito Sardo d’Azione.

Una volta che i comandi superiori concessero ai sardi di riunirsi nei due reggimenti, il 151 e il 152, il loro atteggiamento nei confronti della guerra si venne caratterizzando e distinguendo da quello degli altri italiani. Emergevano per un verso maggiori doti di adattamento e di resistenza fisica, e per l’altro affioravano comportamenti ispirati a codici e princìpi delle comunità d’origine quali, per fare gli esempi più immediati: la vita quotidiana intesa come lotta senza quartiere contro le avversità; il comportamento individuale ispirato all’idea della «balentìa», l’impresa che nasce dal dispiegamento di doti fisiche e morali eccezionali.

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