La Nuova Sardegna

Bruno: «Il Pd non è una società per azioni Io sto con la gente»

di Pinuccio Saba
Bruno: «Il Pd non è una società per azioni Io sto con la gente»

Alghero, parla il candidato sindaco espulso dal partito «È il segretario cittadino che non ha rispettato lo statuto»

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ALGHERO. «L’espulsione non esiste. Chi non ha osservato le regole dello statuto è il segretario del mio circolo. Lui lo sa bene anche se si arrampica in fantasiose ricostruzioni». Così Mario Bruno, candidato sindaco ad Alghero con una coalizione di centro sinistra, replica a Mario Salis, segretario cittadino del Pd, partito nel quale Mario Bruno dice di riconoscersi ancora, partito che lo ha “espulso” per essersi candidato in contrapposizione al Partito democratico.

Mario Bruno ricostruisce quanto accaduto, con una versione diversa da quella di Salis. «Quella delle primarie era una decisione presa dalla direzione regionale del partito – spiega – e lo scorso 6 aprile, rispondendo all’appello di 641 cittadini, ho presentato la mia candidatura. Anche perché, fino a quel momento, nessuno si era fatto avanti. All’interno del Pd nessuno ha avuto da ridire (fino a quale momento) anche perché si stavano intensificando le trattative con i partiti di centro, trattative che - tra l’altro - non prevedano la mia candidatura, ma alcuni partiti della coalizione, come mezza Sel, hanno imposto la loro linea che invece non prevedeva la mia candidatura. Sarà ora la commissione di garanzia a stabilire chi ha rispettato o meno lo statuto».

Mario Bruno conferma poi la visita lampo di Renato Soru e Silvio Lai ad Alghero, che lo avevano invitato a fare un passo indietro a favore di Carlo Mannoni, «ma senza spiegare le ragioni della mia incandidabilità alla carica di sindaco di Alghero».

«È ora di smetterla – aggiunge Mario Bruno – anche i partiti (compreso il Pd) devono essere democratici, non si possono gestire come oligarchie autoreferenziali, come Spa dove chi ha più tessere comanda. Adesso sono concentrato nell’ascolto della realtà viva della città, nella ricerca di soluzioni ai tantissimi problemi con un confronto strettissimo con i cittadini. E mi auguro che anche il Pd, abbandonati gli isterismi autodistruttivi, si metta a fare politica davvero. Ho ricevuto la solidarietà di gran parte del gruppo dirigente del partito, soprattutto dai giovani dirigenti. C’è un Pd della gente e uno delle correnti: io sono del primo Pd ».

L’ex vice presidente del consiglio regionale, analizza poi la situazione che si è venuta a creare. «Il Pd va alle elezioni da solo, anche il suo potenziale alleato (mezza Sel, l’altra metà è con me) ha presentato un proprio candidato – sottolinea Mario Bruno –. Salis ha agito in completa solitudine, e sarebbe ora che si facesse un piccolo esame di coscienza».

Una frattura insanabile con “questo” Pd, che emerge analizzando un possibile ballottaggio. «Vogliamo portare l’amministrazione di questa città oltre le ideologie – conclude Mario Bruno – e se ci sarà un ballottaggio saranno i cittadini di Alghero a decidere, senza alleanze precostituite».

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