La Nuova Sardegna

gli operai della fabbrica di pelle sintetica

«Possiamo far ripartire la Lorica»

«Possiamo far ripartire la Lorica»

Tra i clienti dell’azienda di Ottana anche la Ferrari, poi il fallimento

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OTTANA. Tra i lavoratori che in Italia sognano di ridare vita alla loro azienda ormai decotta ci sono quelli della Lorica sud di Ottana. Dopo il fallimento dichiarato dal tribunale di Nuoro nel novembre 2013, hanno chiesto di rilevare la fabbrica per poterla riaprire e creare di nuovo i trenta posti di lavoro che non ci sono più dall’aprile del 2012.

La proposta l’ha lanciata un gruppo di sette operai con un appello al liquidatore e alle istituzioni. «Chiediamo – hanno scritto – di rilevare lo stabilimento con tutti i sui macchinari e di riavviare le produzioni allo scopo di salvaguardare il patrimonio di esperienze acquisite negli anni, unitamente al posto di lavoro, in un settore che crediamo possa ancora avere quote di mercato».

La Lorica, anch’essa creatura dell’Eni, era il fiore all’occhiello dell’industria di Ottana. Nata nel 1993 nel quadro delle iniziative decollate per arginare le dismissioni di Enichem, venne venduta a una multinazionale tedesco-giapponese. Nel giro di qualche anno divenne leader mondiale della produzione di pelle sintetica hi-tech e di materiali microfibrosi. Un volume d’affari che oscillava tra i sei i quindici milioni di euro con clienti in tutto il mondo nel settore delle auto (Ferrari e Renault), delle calzature sportive e dell’abbigliamento. Nel 2007 l’azienda venne ceduta all’imprenditore gallurese Francesco Sotgia. La crisi che ha investito il settore e la mancanza di programmazione hanno travolto la fabbrica. Dopo un lungo periodo di cassa integrazione è arrivato il fallimento. E l’abbandono dello stabilimento fatto oggetto dalle incursioni dei vandali e dei ladri che hanno fatto man bassa delle attrezzature. La maggior parte dei macchinari produttivi è stata, invece, trasferita a uno stabilimento analogo di Torino.

La proposta dei lavoratori è ancora senza risposte. Ma il sogno continua. La Lorica è in vendita in seguito all’attivazione della procedura fallimentare. Loro, gli operai, potrebbero avere via libera. Sempre che istituzioni e parti sociali, credano nel progetto, difficile, ma non irrealizzabile.

«Ci occorre l’aiuto della Regione – dicono i lavoratori – Per noi è importante fare ripartire l’attività produttiva perché siamo convinti delle potenzialità del mercato”.

Chissà che il loro sogno si realizzi. Così da fare da contraltare a quello sbandierato dall’Eni quaranta anni fa e finito in brandelli. (f.s.)

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