Bosa Marina, la grande scommessa
Il quartiere sulla spiaggia può diventare il motore dell’industria delle vacanze
BOSA. Non di solo centro storico vive il turismo della città del Temo. L’asse fondamentale dell’economia locale, dopo il tracollo nei decenni passati di agricoltura e pesca e quello più recente dell’edilizia, è fondato sul turismo. Ma non si ha un quadro completo senza parlare di Bosa Marina. Un’area urbana che tutti definiscono “frazione”, anche se formalmente si tratta di un quartiere. L’antico borgo di Santa Maria, questo il toponimo almeno fino al dopoguerra, prende il nome di Bosa Marina quando la sua piccola, e geograficamente isolata economia, inizia a marciare verso l’accoglienza del turismo di massa. Al centro dell’attenzione dei visitatori la spiaggia, una mezzaluna di sabbia di circa due chilometri, che si affaccia sulla baia dell’isola Rossa. Unico lido riparato dalle sferzanti onde e correnti di maestrale, in particolare dopo la costruzione della diga foranea rivestita in conci di trachite rossa che porta a una delle più grandi e meglio conservate torri di difesa costiera aragonese. La costruzione del nuovo ponte sul Temo, nei primi anni ’80, dà un’ulteriore spinta e la “frazione” cresce a dismisura. Ma aumentano più le seconde case che gli abitanti. Nei mesi invernali le presenze fisse ammontano a circa 500 persone, tra luglio e agosto i residenti si devono moltiplicare per 10. La spiaggia è il crocevia della vita di Bosa Marina. Con le concessioni demaniali che la popolano in estate, e sognano di mantenere la loro attività per tutto l’anno. Ma servirebbe maggiore attenzione sul fronte dei servizi a margine della lingua di sabbia. Non sempre negli anni l’attenzione è stata massima per valorizzare il litorale.
Anche dopo l’acquisizione da parte del comune dalla Regione, per una cifra simbolica, del cosiddetto “triangolo” fra via Colombo, il Lungomare Mediterraneo e viale Italia, il rilancio non è stato mai completato. Per dimostrarlo basta dire che da sempre l’epicentro delle passeggiate e della “movida” estiva è ancora oggi un semplice parcheggio. Mentre la torre aragonese dell’isola Rossa è chiusa all’accesso del pubblico da almeno tre stagioni, per “urgenti” lavori di messa in sicurezza interna. La frazione poi, sede di parrocchia, ospita la prima domenica di agosto una delle feste più amate da bosani e turisti, tutta ancora da scoprire come vetrina delle peculiarità invernali: la celebrazione di Santa Maria Stella Maris. Con le due comitive sulle barche votive che solcano il fiume Temo e il gran finale dei fuochi artificiali che illuminano la torre e la spiaggia, prese d’assalto da migliaia di ospiti.
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